gabriele alberti rischio idrogeologico

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Il tema del rischio idrogeologico torna al centro del dibattito politico cittadino. A rilanciarlo è Gabriele Alberti, candidato al consiglio comunale di Prato nella lista del Partito Democratico, che richiama l’attenzione sulle criticità emerse durante l’alluvione del 2023 e sulla necessità di intervenire in maniera concreta per mettere “in sicurezza le aree più fragili del territorio pratese”. Tra le zone indicate dal candidato c’è in particolare via di Casale e Fatticci, Calice, Caserane aree che durante l’emergenza maltempo hanno vissuto momenti particolarmente difficili, con conseguenze pesanti per chi abita in zona.
“Parliamo di luoghi importanti della nostra città – sottolinea Alberti –. Aree bellissime dal punto di vista paesaggistico e naturalistico che però, durante l’alluvione del 2023, sono diventate scenario di forti criticità legate al rischio idrogeologico”. Il candidato evidenzia come, dopo quanto accaduto, non sia più possibile rimandare interventi strutturali e strategie di prevenzione che non sono rinviabili, ma che devono essere subito attivate in maniera urgente per migliorare le condizioni di sicurezza del territorio, mantenendo fede agli impegni presi con i cittadini e con le famiglie. Secondo Alberti, il rischio idrogeologico “deve diventare una priorità politica e amministrativa, soprattutto nelle aree che presentano fragilità o caratteristiche territoriali particolari” ricordando che Prato presenta quartieri che, per conformazione e posizione, risultano più esposti di altri e che dunque necessitano di maggiore attenzione, progettualità e investimento. “Tanto è stato fatto in questi anni – ricorda -. Ma molto ancora resta da fare”.
Nel suo intervento, il candidato richiama anche la necessità di rafforzare il dialogo con gli Enti preposti e con la Regione Toscana, ritenuti fondamentali per reperire risorse e accelerare gli interventi. “Abbiamo bisogno di un confronto costante con la Regione e con tutti gli Enti collegati – afferma –. Perché opere di messa in sicurezza di questa portata richiedono risorse importanti e una pianificazione condivisa”. Alberti sottolinea inoltre come la tutela del territorio non debba limitarsi alla gestione delle emergenze, ma debba trasformarsi in una strategia permanente di prevenzione e valorizzazione ambientale. “Queste aree hanno anche un enorme valore naturalistico e paesaggistico – conclude –, ed è nostro dovere proteggerle e renderle sicure. La sicurezza delle persone deve andare di pari passo con la tutela del territorio e con una visione di sviluppo sostenibile della città”.