Firenze, domani corri tu: la Maratona che ci rende tutti più vivi

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Diecimila runner da tutto il mondo pronti a trasformare Firenze in un palcoscenico di emozioni e rinascita

 

Di Roberto Vedovi

Domani, domenica 30 novembre 2025, Firenze si sveglierà con un battito diverso. Alle 8.30 in punto, da Piazza Duomo partiranno 10.000 runner da ogni angolo del pianeta per la 41ª Estra Firenze Marathon: diecimila storie, diecimila pettorali, diecimila paia di scarpe pronte a danzare tra i capolavori del Rinascimento e a tornare nello stesso punto magico, Piazza Duomo, dopo 42,195 km di pura emozione. E sì, lo sappiamo già: per mezza giornata la città rallenta. Strade chiuse, bus deviati, qualche clacson nervoso, un turista che deve fare duecento metri a piedi in più.

Ma davvero vogliamo ridurre una delle giornate più belle dell’anno a qualche ora di piccolo disagio? Questa maratona non è una gara. È un abbraccio grande quanto il mondo. È la mamma o il papà che spinge la carrozzina speciale con il proprio figlio disabile, facendogli vivere la sensazione di volare tra la gente che applaude commossa. Sono i maratonabili, quei fantastici ragazzi e ragazze diversamente abili che domani sfrecceranno sull’asfalto spinti da atleti volontari, con gli occhi che brillano e le braccia alzate, ricevendo l’ovazione più forte di tutta la giornata. È l’ottantenne che dimostra che si può ricominciare a qualsiasi età. È il runner straniero (sono più della metà) che ha scelto Firenze perché “qui anche i muri ti spingono a dare il massimo”. È la città che si riempie di vita vera: hotel pieni, ristoranti felici, negozi che sorridono, strade che diventano teatro.

È la salute che si diffonde: diecimila corpi in movimento che domani ispireranno altri diecimila a muoversi di più, a stare meglio, a sentirsi vivi. Sono i fondi che andranno a chi lotta contro il cancro e aiuta chi è più fragile .Chi già stasera si lamenta del traffico forse non ha mai sentito il boato quando arriva l’ultimo maratonabile, o visto le lacrime di gioia di chi taglia il traguardo dopo tre, quattro, cinque ore fatica. Non sa che quelle poche ore di “caos” sono il prezzo più basso che possiamo pagare per avere una Firenze più sana, più accogliente, più umana. Allora domani esci, applaudi, emozionati.

Fai un “cinque” a un maratonabile, offri un sorso d’acqua, urla “Forza!” fino a rimanere senza voce. O semplicemente sorridi e pensa che stai vivendo una giornata che ricorderai per sempre. Firenze domani correrà. E se vorrai, correrà anche dentro di te. Ci vediamo in Piazza Duomo, partenza e arrivo di un sogno lungo 42 chilometri.
Le strade saranno chiuse per qualche ora.
I cuori, invece, si apriranno per sempre.