Si sa: in ogni guerra la verità è la prima vittima. Se La Nazione Firenze ha colto la palla al balzo per dedicare ampio spazio alla propaganda contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, corredata da un trafiletto in cui Sara Funaro (da che pulpito…!), pur condannando il blitz americano, descrive «il regime di Maduro» come «uno dei più brutali del mondo e da condannare senza esitazioni per la costante violazione dei diritti umani», chi vive quotidianamente la Firenze sotto il regime suo non può che riderne di un sorriso amaro, dal momento che reali violazioni dei diritti umani alla vita, al lavoro, alla casa e alla sicurezza se ne registrano dalle nostre parti e con molte meno tutele che nel Venezuela bolivariano. È ironicamente la stessa Nazione Firenze a dar conto della morte di un senzatetto 25enne sotto un ponte nella nostra città, dove viveva abbandonato insieme alla compagna (di cui si sono perse le tracce) tra emarginazione e tossicodipendenza, come dei 45 ormai ex lavoratori PAM in attesa del tavolo di crisi dopo la chiusura dell’attività e rimasti, almeno al momento, senza stipendio e quindi senza mezzi di sostentamento. Rischiano anche i negozianti di via Pacinotti a causa dei lavori della tranvia (i quali comporteranno una serie di divieti, restringimenti e spostamenti di fermate dell’autobus da piazza Beccaria a Gavinana, avvertono La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze), e difficilmente basteranno le rassicurazioni dell’assessore piddino Paulesu circa vaghe promesse, riportate su La Repubblica Firenze, di aiuti per l’estate, dal momento che non è neanche detto che tutti loro all’estate ci arrivino. La situazione, però, è tragica in tutta la Toscana: quest’ultima testata ha contato ben 23 crisi industriali aperte, sullo sfondo della rabbia dei lavoratori della aretina AMOM licenziati addirittura in videochiamata, e dell’allarme della FIOM sul rischio concreto che se ne aggiungano altre: a essere coinvolti già “solo” in queste 23 sono in 5.000. Fanno eco Corriere Fiorentino e La Nazione, con due articoli rispettivamente sulla stagnazione generale e un PIL regionale sotto la media italiana di quasi lo 0.66% (Firenze «cresce» di appena lo 0.13% ma è ampiamente superata sia dall’Emilia-Romagna, che si appresta a diventare traino economico d’Italia, che dal Molise, e le sole Bologna e Reggio Emilia la surclassano rispettivamente allo 0.92% e allo 0.91%, staccando il misero 0.75% nostrano), e sulla fuga dei giovani all’estero principalmente per «salari fermi e servizi da potenziare»: emblematica è la testimonianza di una ricercatrice 42enne di Pistoia che continua a vivere in Svizzera pur lavorando all’Università di Padova, dopo aver «girato mezza Europa». Si contano in generale 7.000 toscani emigrati nel 2024 che vanno ad assommarsi ai 241.000 già residenti fuori dai confini nazionali al 1° gennaio 2025. Del resto, qua tutto giace all’insegna della stagnazione, persino la Tirrenica, che al netto dello stallo nei lavori ha visto aumentare i suoi pedaggi a 1€ per 4 chilometri dall’inizio di quest’anno. Ne dà notizia il Corriere Fiorentino, dal quale, come su Repubblica Firenze e nel contesto della rissa di Capodanno ma anche delle ennesime spaccate in San Jacopino (di cui dà conto Il Tirreno Firenze sondando gli umori neri dei residenti), apprendiamo non senza sorpresa dell’improvviso dietrofront del consigliere Chelli (FdI) schieratosi a difesa della sindachessa proprio sul tema della sicurezza: anch’egli, come i suoi colleghi del PD e di AVS-Ecolò, punta il dito anche contro il governo diretto dal suo stesso partito e propone di invitare a Firenze il ministro Piantedosi smettendo però di chiamare in causa le responsabilità della giunta. In tema sanità, La Repubblica Firenze informa del probabile annullamento di un concorso programmato da due anni, ma fermo da aprile, per un posto da dirigente dell’ufficio stampa del Meyer, a causa di «un’irregolarità» riscontrata dalla CISL. Ironia della sorte, in quel 15 aprile si era presentata anche l’attuale assessore alla Sanità, Cristina Manetti, “pescata” dall’attuale governatore e “blindata” prima di terminare l’iter concorsuale. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
