Non sono bastate denunce e segnalazioni: il liceo fiorentino Leonardo Da Vinci è ormai diventato il buen retiro di un senza tetto con evidenti problemi psichici, di cui nessuno si prende cura e che oggi ha incendiato parte del cantiere della scuola
È esterrefatta anche la preside Annalisa Savino che sbotta davanti al perdurare del lassismo di chi, degli ultimi, dovrebbe occuparsi.
“Questa persona necessita di cure – ha affermato – non capiamo come sia possibile che il sistema sociale non se ne prenda carico. È pericolosa”.
La scuola che dirige, il liceo Leonardo Da Vinci, è ormai ostaggio di questo disgraziato problematico, le cui scorribande sono note a tutto il quartiere.
Ha deciso che quella scuola deve diventare casa sua: si introduce di notte e, dopo essersi infilato più volte nell’istituto anche in orario di lezione, stavolta ha scelto di sistemarsi nell’area di cantiere e ancora una volta ha fatto ciò che gli riesce meglio: incendiare cose. Per la terza volta la vittima prescelta è stato un bagno chimico.
La preside afferma che le forze dell’ordine, chiamate ogni volta, intervengono prontamente, ma poi la situazione si ripete.
A metà dicembre era già stata sporta una prima denuncia per un falò acceso nel giardino e, dopo l’incendio della scorsa notte, si registrano danni anche alle tubature dell’acqua.
Questa mattina gli studenti sono stati costretti a entrare con un’ora di ritardo, dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno dovuto verificare che il fumo non fosse penetrato all’interno dell’edificio.
In via precauzionale è stato chiuso il laboratorio di chimica, in attesa delle verifiche. I genitori degli alunni della scuola di via dei Marignolli sono preoccupati e solidali con la preside.
Il disgraziato è noto a tutta Novoli: gira per strada, importuna le persone, spesso è ubriaco e diventa aggressivo.
La domanda della preside rimbalza forte ed è la stessa che si pongono tutti i fiorentini dotati di un minimo di grano salis.
Perché una persona evidentemente alterata, fragile e pericolosa viene lasciata sola per strada fino a trasformarsi in un rischio per una scuola, per studenti e docenti?
Dove sono i servizi sociali del Comune? Dove finiscono le parole su inclusione, cura, prossimità e “nessuno lasciato indietro” della “Firenze plurale” tanto care alla propaganda?
La sindachessa Sara Funaro, che ama farsi immortalare con la piega dei capelli appena fatta mentre stringe mani e distribuisce sorrisi serali ai senza fissa dimora, cosa aspetta a intervenire davvero? Il sistema sociale di cui parla la preside a chi fa capo se non a lei?Perché qui non servono foto, ma atti amministrativi, prese in carico sanitarie e decisioni politiche.
Lasciare una persona malata allo sbando non è né umanità né sicurezza: è abbandono istituzionale. E quando l’abbandono arriva a minacciare una scuola pubblica, non è più solo un problema sociale: è un fallimento politico pieno, che ha nomi, cognomi e responsabilità ben precise del resto siamo a Funarolandia…
