Dai lavori pubblici all’economia, tutto ristagna tranne la crisi. Si continua a parlare di accorpamenti, ma intanto il “Da Vinci” va a fuoco. La Firenze sui giornali di mercoledì 14 gennaio

GERMOGLI PH: 25 OTTOBRE 2024  FIRENZE VIA GIOVANNI DEI MARIGNOLLI LICEO DA VINCI CREPE DENTRO LA SCUOLA STUDENTI RIVERSATI IN STRADA PAURA SUL POSTO VIGILI DEL FUOCO AMBULANZA POLIZIA LOCALE MUNICIPALE

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Oltre al danno la beffa: se gran parte degli alloggi popolari sono ancora inagibili, quelli appena terminati rischiano di diventarlo ugualmente per mancate carenze strutturali. In via Torre degli Agli, per esempio, già si sono registrate infiltrazioni d’acqua nei garage, informa La Repubblica Firenze. Nelle scuole, come se già non bastassero quelle già presenti, si aggiungono quelle “artificiali”: al liceo scientifico Da Vinci un senzatetto, presenza praticamente fissa nonostante i molteplici interventi della forza pubblica per allontanarlo, è riuscito a dare fuoco al bagno chimico del cantiere, costringendo un’aula all’evacuazione; non è la prima volta che ciò accade, ricordano Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, perché già qualche settimana fa le fiamme le aveva appiccate a del materiale in carta e legno, «probabilmente per riscaldarsi». In tutto ciò, si apprende tramite il primo e La Repubblica Firenze, gli accorpamenti andranno avanti e oggi si terrà una riunione a Roma presieduta dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale toscano al riguardo. Sempre dalla capitale pervengono auspici d’ottimismo affinché il 2026 «sia l’anno della ripresa», ma le statistiche, purtroppo, non sono così allegre dalle nostre parti: nella moda, deplora Confindustria, si è «raggiunto il punto più basso» (Corriere Fiorentino), nel mondo dell’artigianato sono chiuse oltre 1.600 imprese dal 2013, mentre solo negli ultimi 18 mesi il settore «ha perso un quinto del fatturato» secondo dati IRPET e CGIL; nell’ultima metà dell’anno scorso le esportazioni di pelletteria si sono contratte del 22% e quelle dell’abbigliamento, dell’1.7%. Le stime della Camera di Commercio vedono, per gli ultimi tre mesi del 2025, previsioni di un -12.3% rispetto al settembre 2024 (-16.6% al secondo trimestre 2025) per il tandem tessile-abbigliamento e un -4.6% (-7.4%) di quello pelli-cuoio-calzature negli stessi periodi: dati, tutti questi, riportati sul Corriere Fiorentino. Tra i lavoratori, secondo proiezioni dei sindacati rilanciate dal Tirreno, le richieste di cassa integrazione hanno avuto un’impennata addirittura del 470% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Stessa tendenza registratasi nel costo della vita: l’Osservatorio Federconsumatori Toscana, menzionato su La Nazione Firenze, si ritiene che quest’anno «ogni famiglia spenderà 780 euro in più», ben 100 sopra la media nazionale, e che «il costo medio per un nucleo di quattro persone nella nostra città ha raggiunto i 4mila al mese». In cima alla lista dei rincari vi è l’alimentazione (+430€ annui in media), seguita da trasporti (+163.90€), assicurazioni (+139.60€), ristorazione (+120€), prodotti e servizi per la casa (+70€), tariffe professionali e degli artigiani (+42.70€), prestazioni sanitarie (+29.88€), acqua (+27.45€), mense e libri scolastici (+24.60€), TARI (+18.68€), costi bancari (+16.50€), comunicazioni (+14.60€), spedizioni (+10.98€), e tariffe autostradali (+1.56€). Solo l’energia vede una controtendenza, tuttavia insufficiente a controbilanciare l’aumento generale del carovita. Un’altra ondata di tagli colpisce invece la sanità, riguardante nella fattispecie i turni di notte della guardia medica: alla prospettiva di lavorare in 17 anziché in 21 insorgono prontamente gli operatori, denunciando la possibilità che un solo medico si trovi a coprire un bacino di 50.000 utenti e avvertendo del rischio «burnout e sicurezza». Su questo sfondo si colloca la testimonianza di una signora, ripresa anch’essa da La Nazione Firenze, obbligata a far da badante al marito e ad adempiere agli obblighi medici dell’invalidità di quest’ultimo nella selva di traffico e chiusure date dalla cantierizzazione scriteriata della città. Di quest’ultima, Ponte al Pino è un caso emblematico: se il Corriere Fiorentino esulta per l’arrivo della passerella pedonale, La Nazione Firenze avverte comunque del rischio ingorghi e riporta la richiesta del Comune di rinviare Fiorentina-Cagliari. Ma in direzione San Domenico la situazione non è migliore, registrandovisi lunghe code soltanto a causa del semaforo per i lavori di via Camerata, che hanno determinato tempi di mezz’ora per percorrere un tratto di 1.8 km, con un analogo stato di cose in tutte le altre strade per Fiesole (Corriere Fiorentino). Altri disagi, riportano gli stessi due giornali qui citati da ultimo, si avranno per lo sciopero dei tassisti, che ha registrato una «adesione quasi totale» nella lotta contro la preponderanza di Uber e algoritmi. Sull’aeroporto di Peretola, il Corriere Fiorentino informa dell’adesione dell’Università di Firenze ai ricorsi delle associazioni ambientaliste e dei comuni della Piana, già notificati. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli