Da una ricerca sulla National Security Strategy a firma di Luca Lanzalone e Lorenzo Somigli.
Milano, 16 gen. – “I paesi europei dovrebbero cogliere l’occasione offerta dalla presidenza Trump per ammodernare il proprio sistema industriale e produttivo con i capitali, il know-how, la tecnologia e l’intelligence nordamericane in un’ottica mutualmente proficua e collaborativa”, anche perché “le critiche” di Trump all’Europa sono “fondate”. Lo hanno scritto Luca Lanzalone, avvocato e manager, e Lorenzo Somigli, giornalista, in una ricerca pubblicata da vari istituti internazionali, nella quale analizzano la National Security Strategy di Donald Trump alla luce dell’intervento in Venezuela. “Trump – scrivono gli autori – si conferma un presidente ‘rivoluzionario’, perché manda in archivio il ciclo del libero scambio e dei confini aperti – inaugurato proprio dagli States negli anni ’90 -, riaffermando un blocco a guida statunitense, ma anche ‘conservatore’ in quanto si muove secondo le direttrici classiche della geopolitica anglo-americana, a partire dalla dottrina Monroe”.


Gli autori pongono l’accento su tre coordinate, a detta loro, caratterizzanti il Trump bis: “Lo sviluppo di una regione panamericana dalla Groenlandia all’Argentina, senza interferenze di potenze extra-regionali, un polmone economico altamente integrato a guida Washington; il sostegno alla rinascita dell’Europa, riconosciuta come centro propulsivo della cultura occidentale, la cui crisi economica ma anche spirituale è vista come altamente problematica sotto il profilo militare, rischiando di essere il ‘ventre molle’ della NATO; l’avvicinamento alla Russia nel solco dello spirito di Anchorage, aprendo a una nuova fase di convergenza, come negli anni ’30 del secolo scorso”.
Fonte: Another American century? An analysis of Trump II’s NSS from a European perspective
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