Coerentemente con la genesi del fascismo, Vannacci sdogana la massoneria. C’è anche il neo-consigliere regionale Simoni, paracadutato in Regione senza meriti sul campo. Resta da capire la strana, e incomprensibile, simpatia per il fascismo negli ambienti militaristi, dato il disastro nella Seconda guerra mondiale.
Per niente intimidita dall’uragano che di recente ha colpito il suo conduttore, Sigfrido Ranucci, Report continua a sparigliare le carte sul tavolo del potere. Dopo aver puntato i riflettori sulle indagini ai danni del Garante della Privacy, vice-presieduto dalla nostra concittadina Ginevra Cerrini Feroni (si legge il nostro “Baronessa, ma quanto ci costi?”), al centro dell’attenzione si trova una fondazione interna alla sua associazione Mondo al Contrario: una sorta di matrioška che, sotto il nome di Associazione Fondazione Generazione Xª, un gioco di parole tra la Generazione X (comprendente i nati tra il 1981 e il 1996), perché pensata principalmente per i giovani, e la X MAS, effettuerebbe anche importanti aperture alla massoneria.
Probabilmente non è casuale il tempismo, vista la tempesta che l’ha colpita, soprattutto in Toscana, in occasione delle recenti elezioni regionali col caso Cocci, da noi di LFCV ampiamente trattato. Toscani sono anche i principali dirigenti di questa associazione: oltre lo stesso Vannacci, anche il consigliere Massimiliano Simoni, unico della Lega riuscito a entrare in Consiglio e “vannacciano” di ferro (1). Direttore di Rinascimento Nazionale, questo il suo nome, è infatti stato nominato Luca Sforzini, descritto come «massone da trent’anni» (2) e il cui castello ne ospita la sede; nel progetto sarebbe coinvolto anche Bartolomeu Constantin Săvoiu, Gran Maestro della Gran Loggia Nazionale di Romania (3), sostenitore di Vannacci alle europee e storicamente molto vicino a Licio Gelli, dal quale fu designato addirittura suo «erede spirituale» (4). Presidente è invece la connazionale di Săvoiu nonché moglie del Vannacci stesso, Camelia Mihailescu.
Del resto di ciò che può riguardare la fondazione si sa poco e nulla: altre ramificazioni e presunti centri studi, con raccolte fondi annesse e contributi dall’ampia forbice (si va da un minimo di 300 a un massimo di 5.000€), senza però che siano note le effettive attività svolte o le iniziative culturali e politiche promosse (5).
A far suonare più di un allarme è soprattutto il fatto che, a quanto risulta, la Lega e il suo stesso segretario, Matteo Salvini, ne sarebbero completamente all’oscuro: vi è più di un motivo per crederlo dal momento che, da art. 29 dello statuto del partito, l’appartenenza a logge e associazioni massoniche è vietata per i membri, per i quali è prevista, nella fattispecie, l’espulsione (6).
Sullo sfondo di ciò, il Generale è corso ai ripari e ha accusato l’intera trasmissione di Ranucci di «faziosità», attaccando sarcasticamente quest’ultimo e invitandolo a «baciargli la Schlein quando la vede». Pronta la replica del conduttore, che l’ha invitato a guardare la trasmissione prima di giudicare (7). In un’intervista ad Affari Italiani (8), Vannacci ha smentito infatti ogni appartenenza o legame con la massoneria (leggi anche il nostro “Al Gran Maestro (prorogato) del Grande Oriente non va giù l’intervista di Donzelli”), negando inoltre ogni morosità nei riguardi della Lega (la sua fondazione è stata infatti accusata di non aver versato un euro nelle casse del partito a cui pure è afferente) come anche qualsiasi nostalgismo del ventennio fascista.
Ancora in sordina un altro diretto interessato dalla vicenda, ovverosia lo stesso Matteo Salvini, limitatosi a dichiarare che «vedrà Vannacci» e a un criptico aforisma per il quale «contano più le truppe dei generali» (9). Non poche sono state infatti le tensioni tra i due, nonostante i molti tentativi, nel tempo, di minimizzazione a favor di stampa.
Ricordiamo infatti come già nel maggio 2024, in campagna elettorale per le europee, il segretario leghista ebbe a definire l’Europa odierna come gestita da «multinazionali, massoni e banchieri» (10), e come in tempi successivi abbia chiaramente e severamente ammonito che le fondazioni e le associazioni facenti capo a Vannacci devono restare organismi culturali e non tramutarsi in soggetti politici (11). Uno scontro al vertice, quindi, difficilmente nascondibile, quello tra l’ex Generale NATO e il fu capolista dei Comunisti Padani e che, come già nella nostra Toscana tre mesi fa, non è assolutamente escluso possa avere altre ripercussioni a livello nazionale e locale su una Lega già in decadimento dopo neanche un decennio dall’auge cosiddetta “populista e sovrana” a cui proprio Salvini l’aveva riportata dopo la disastrosa conclusione dell’era Bossi.
NOTE
(3) https://www.repubblica.it/politica/2024/11/16/news/vannacci_massoneria_inchiesta_report-423636289/

