FOCUS LFCV | Via della Chimera: 30 anni di degrado ignorato, il Centrodestra accusa l’amministrazione e il presidente del Q2 Michele Pierguidi

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Le critiche al presidente del Quartiere 2, Michele Pierguidi, e le accuse di un’amministrazione che ha ignorato le richieste dei cittadini per anni

 

Di Roberto Vedovi

La conferenza stampa organizzata ieri mercoledì 21 gennaio 2026 in via della Chimera a Rovezzano, promossa dai consiglieri comunali e di Quartiere 2 del centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Lista Civica Eike Schmidt, Gruppo Misto-Noi Moderati), ha portato all’attenzione pubblica il degrado ormai sempre più insostenibile che domina questa zona della città.

Erano presenti i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Angela Sirello, Alessandro Draghi, Matteo Chelli e Giovanni Gandolfo, Massimo Sabatini della Lista Civica Eike Schmidt, Alberto Locchi di Forza Italia, Guglielmo Mossuto della Lega e Luca Santarelli di Noi Moderati. Tra i consiglieri di Quartiere 2 di Fratelli d’Italia, erano presenti Simone Sollazzo, Gian Luca Castoldi e Chiara Galanti.

L’area, dove dal 1998 l’ex sindaco Mario Primicerio assegnò abitazioni a famiglie di origine rom, appare da decenni come una discarica a cielo aperto: cumuli di rifiuti di ogni tipo – mobili, materassi, elettrodomestici, carcasse di veicoli, metalli, vetri, batterie, probabili materiali pericolosi come amianto – si estendono intorno alle casette e lungo la strada, a perdita d’occhio, fondendosi con la vegetazione circostante. Il degrado, aggravato da gravi rischi igienico-sanitari, ambientali, per la salute pubblica e per incendi (come dimostrato dal recente rogo al Mensola con quantità minori di materiale), resiste nonostante segnalazioni e denunce che risalgono al 1998.

La zona è inoltre destinata a diventare strategica con l’hub della tramvia Libertà-Rovezzano e il parcheggio scambiatore previsto proprio lì. L’iniziativa, annunciata da alcuni giorni con invito aperto a tutti i cittadini per pretendere interventi immediati e concreti, ha visto molti degli interventi dei consiglieri fare riferimento diretto – e spesso critico – al comunicato social pubblicato oggi stesso dal presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi. Nel messaggio Pierguidi ha accusato l’opposizione di “svegliarsi improvvisamente” dopo anni di silenzio, ha rivendicato il lavoro del Quartiere (mozioni per revoca delle concessioni e superamento delle assegnazioni etniche, denunce che hanno prodotto 8 procedimenti penali e sanzioni) e ha annunciato una soluzione a breve: revoca delle assegnazioni a chi non merita, poi bonifica e ritorno al decoro, grazie all’amministrazione Funaro e agli assessori Paulesu e Galgani. Pierguidi ha giustificato la mancata rimozione dei rifiuti a spese pubbliche (per non “premiare” i comportamenti scorretti) e ha esteso la critica al governo nazionale su temi peraltro completamente estranei al caso locale.

I consiglieri intervenuti hanno contestato con forza questa ricostruzione, definendola contraddittoria e tardiva: il problema è noto da trent’anni, le richieste di sgombero documentate in verbali dal 2019 sono rimaste inascoltate, l’ex assessore Vannucci (oggi in Regione PD) promise nel 2019 una soluzione legislativa regionale mai realizzata in sei anni, e la scelta di non bonificare non ha impedito l’espansione della discarica né ha portato a risultati concreti.

Angela Sirello (FdI) ha spiegato che la conferenza è scaturita dalle continue e pressanti richieste dei cittadini: la situazione è diventata intollerabile da anni, i rifiuti accumulati sono inaccettabili per una città come Firenze e le responsabilità vengono continuamente scaricate. Ha annunciato un accesso agli atti – effettuato insieme a Sabatini – per accertare la natura giuridica delle casette (se case ERP o con accordi speciali) e verificare l’applicabilità della normativa regionale, ribadendo che il Comune ha il potere e il dovere di agire subito per far rispettare le regole.

Luca Santarelli (Noi Moderati) ha sottolineato la complessità dello smaltimento: centinaia di metri cubi di materiali eterogenei richiedono analisi per distinguere rifiuti pericolosi da non pericolosi e un trasporto autorizzato verso impianti idonei, non una rimozione generica. Ha difeso l’uguaglianza della legge – tollerata qui, ma punita severamente altrove con processi penali – e ha respinto l’accusa di “sveglia improvvisa”, ricordando che il caso è stato portato in aula da anni e criticando l’inattività dell’amministrazione negli ultimi cinque. Ha definito la situazione un pericolo grave per igiene, ambiente e salute pubblica, lanciando un “ultimo avviso” al Comune senza alibi sul governo nazionale.

Massimo Sabatini (Lista Eike Schmidt) ha insistito sulla necessità urgente di bonifica del terreno, su cui giacciono materiali accumulati da anni e una discarica che continua a espandersi, alimentata da innumerevoli segnalazioni dei residenti. Ha ricordato l’accesso agli atti compiuto con Sirello per fare chiarezza.

Giovanni Gandolfo (FdI) ha collocato il problema in una prospettiva storica di trent’anni, citando la prima denuncia del 1998, e ha accusato Pierguidi di atteggiamento contraddittorio: da un lato si presenta come “sceriffo” con denunce, dall’altro resta inerme mentre il degrado peggiora mese dopo mese.

Simone Sollazzo (FdI Q2) ha risposto in modo diretto e duro a Pierguidi, accusando la maggioranza di aver dimenticato dieci anni di inerzia e di lanciare accuse pretestuose. Ha citato verbali dal 2019 con richieste di sgombero, l’audizione dell’allora assessore Vannucci che attribuì il blocco a un regolamento regionale da modificare (impegno mai mantenuto in sei anni da consigliere regionale), otto sentenze penali passate in giudicato per reati ambientali, una per crudeltà sugli animali, attività illecite di svuota-cantine anche da fuori provincia e l’uso dei rifiuti come strumento di ricatto per evitare sgomberi. Ha proposto una sequenza logica: prima revocare le assegnazioni, poi bonificare (non spendere 100.000 € pubblici per favorire nuovamente le attività illecite), richiamando analogie con la bonifica del Mensola e i rischi per l’hub tramviario.

Alessandro Draghi (FdI) ha richiamato la delibera con cui si è superato il campo rom del Poderaccio dopo trent’anni, coinvolgendo servizi sociali, ambiente e presidente di quartiere, e ha auspicato una delibera analoga per via della Chimera, da discutere in commissione con un possibile accordo tra opposizione e Giunta.

Alberto Locchi (FI) ha posto l’accento sul rischio incendio altissimo – paragonandolo al rogo recente al Mensola con meno materiale – e alla situazione analoga nel bosco privato lì vicino, con spaccio sulla strada. Ha chiesto interventi urgenti su decoro, trasparenza, equità (sanzioni severe per i cittadini normali, tolleranza qui) e sicurezza, invitando il Comune a sollecitare denunce dai privati per procedere a sfratti.

Matteo Chelli (FdI) ha ricordato che la sicurezza comprende anche quella ambientale, della circolazione e del decoro urbano, ironizzando su chi cerca capri espiatori altrove (non certo il governo né il piano del verde). Ha sottolineato che la maggioranza PD, al potere da sempre in Comune e Regione, accusa l’opposizione di essere tardiva quando in realtà è arrivata ancora più tardi, lasciando i cittadini esasperati di fronte a una situazione inaccettabile alle porte della città.

Gian Luca Castoldi (FdI Q2) ha smentito ogni accusa di inattività, ricordando interrogazioni e mozioni presentate nel Quartiere 2 da FdI e Lega, sistematicamente respinte dalla maggioranza, e ha ribadito l’impegno a tutti i livelli per ottenere dal Comune risposte concrete e definitive.

La conferenza ha unito interventi complementari che, pur nelle differenze di accento, hanno converso su una diagnosi netta: il degrado di via della Chimera è un fallimento prolungato della gestione pubblica, aggravato da ritardi, rimpalli e inerzia. I consiglieri chiedono ora azioni immediate – revoca delle assegnazioni, bonifica specialistica, rispetto delle regole per tutti – senza ulteriori rinvii o propaganda.