A Firenze il dibattito sull’urbanistica si fa rovente: scatta l’appello per fermare le trasformazioni in atto

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Un Fronte Unito di Architetti, Politici ed Ambientalisti contro la Svendita del Patrimonio Pubblico

 

Un appello che potrebbe scuotere dalle fondamenta il futuro urbanistico fiorentino è pronto a fare il suo ingresso sulla scena. Il grido d’allarme arriva da un fronte variegato, che include figure storiche dell’architettura e della politica cittadina, insieme a movimenti civici e ambientalisti. Tema centrale: la frenata sulle trasformazioni urbanistiche in atto e quelle in fase di progettazione, tra cubi neri, studentati, spa di lusso e via dicendo. Tra le firme più illustri spiccano nomi come Amos Cecchi, Marco Massa, Vincenzo Esposito, Massimo Torelli, ma anche docenti e professionisti del settore, come l’architetto Roberto Budini Gattai e l’ex assessore comunale Sergio Paderi.

La proposta di una sorta di moratoria su tutte le grandi operazioni edilizie in corso o previste, prende di mira soprattutto i progetti più discussi, come quello relativo all’ex Ogr (Officine Grandi Riparazioni). Si chiede una «variante di salvaguardia» che fermi per un periodo di 8-10 mesi i lavori, con l’obiettivo di rivedere l’intero sistema in un percorso pubblico partecipato di dibattito e confronto.

Ma non è solo questo. La richiesta include anche un blocco della svendita del patrimonio pubblico, un’azione mirata a rivedere gli accordi con i privati riguardanti gli immobili pubblici già venduti ma ancora non trasformati, per evitare che diventino oggetto di speculazioni edilizie. In sostanza, si propone una pausa di riflessione, un’analisi accurata su tutte le autorizzazioni edilizie in corso.

Lo scorso 22 gennaio, la Fondazione italiana di Bioarchitettura, guidata da Alberto Di Cintio, ha formalmente consegnato questo appello all’assessora all’urbanistica di Palazzo Vecchio, Caterina Biti, con l’auspicio che l’amministrazione comunale prenda in considerazione queste proposte, che nascono in parte dalla preoccupazione per gli eccessi urbanistici degli ultimi anni. Tra le firme, anche quelle di figure come Ornella De Zordo e Mariella Zoppi, due storiche sostenitrici di un urbanismo sostenibile e inclusivo.

Quello che rende ancora più significativo questo appello è la partecipazione di figure che un tempo ricoprivano ruoli di primo piano nella politica fiorentina, in particolare all’interno del centrosinistra. L’ex classe dirigente del Partito Democratico e dei Democratici di Sinistra, tra cui gli ex assessori Amos Cecchi e Sergio Paderi, nonché l’ex presidente di Casa Spa Vincenzo Esposito, oggi si trovano a sostenere apertamente le richieste di fermare una trasformazione urbanistica che giudicano scellerata.

Di fronte a queste richieste, l’assessora Biti ha già preso posizione, annunciando che il Comune è pronto a rivedere i progetti urbanistici in corso. A margine di un incontro con Di Cintio, la Biti ha assicurato che il Comune si farà carico delle proposte avanzate, fissando un nuovo incontro per il 3 febbraio. Inoltre, ha preannunciato l’organizzazione di “Stati generali dell’urbanistica” nella prossima primavera, un appuntamento che si preannuncia decisivo e, con ogni probabilità, anche piuttosto acceso.

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