Novoli sotto assedio: l’appello dei genitori e dei residenti per la sicurezza del quartiere e dei loro figli

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Dopo mesi di aggressioni e rapine, la comunità di Novoli lancia un appello alle istituzioni per garantire la sicurezza del quartiere: le strutture di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati al centro delle polemiche

 

Un appello accorato, che denuncia una situazione di insicurezza ormai insostenibile, arriva da un gruppo di genitori e residenti del quartiere Novoli ed è rivolto alle istituzioni cittadine, con la richiesta di misure urgenti per riportare sicurezza in un quartiere vessato da episodi criminali ormai quotidiani. Come scrivono i genitori e residenti nel loro appello, da anni il quartiere sta vivendo un periodo di grave deterioramento, caratterizzato da episodi di aggressioni, rapine, molestie e intimidazioni, che mettono a rischio la serenità di bambini, adolescenti e famiglie.

Gli episodi descritti nell’appello sono particolarmente preoccupanti. Il 28 novembre 2025, una cassiera dell’Esselunga di via di Novoli è stata vittima di una violenza sessuale nei bagni del supermercato. Il 23 dicembre dello stesso anno, cinque ragazzi dodicenni sono stati inseguiti e minacciati in pieno giorno in via Ndi ovoli da aggressori identificati come minori stranieri non accompagnati (MSNA), già portati in tribunale per reati precedenti. Un altro episodio di violenza si è registrato l’8 gennaio 2026, quando un quindicenne è stato rapinato sotto minaccia di coltello lungo l’argine del Mugnone. Il 23 gennaio, un’altra donna è stata scippata all’interno di un bar in via Baracca. Infine, il 24 gennaio, un dodicenne è stato picchiato e derubato in un giardino pubblico di Piazza Medaglie d’Oro.

Tutti questi episodi evidenziano come il quartiere sia ormai sotto assedio. “Non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno strutturale che sta rendendo Novoli un quartiere in cui bambini e adolescenti hanno paura di muoversi liberamente”, dichiarano i residenti.

Uno degli aspetti più critici dell’appello riguarda la gestione dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) presenti in numerose strutture nel quartiere. Gli autori dell’appello pongono una domanda diretta: “Chi controlla realmente questi percorsi? Chi gestisce queste strutture e perché non vi è una vigilanza educativa capace di prevenire questi reati?” Il malcontento riguardo alla gestione di queste strutture e alla mancanza di un’efficace azione preventiva è palpabile. I genitori chiedono maggiore trasparenza e responsabilità, lamentando che troppo spesso i minori che commettono reati vengano lasciati liberi senza subire le dovute conseguenze. “Siamo stanchi di sentirci dire che ‘sono minori e non si può far nulla’”, affermano con forza.

Il cuore dell’appello è una serie di richieste concrete e urgenti:

  1. Un piano straordinario di sicurezza per Novoli, con una presenza visibile, costante e capillare delle forze dell’ordine.

  2. Controlli più stringenti e trasparenti sulle strutture di accoglienza che ospitano i MSNA, con una supervisione pubblica della gestione.

  3. L’allontanamento immediato dal quartiere di soggetti violenti che non hanno mostrato interesse nel seguire percorsi di integrazione.

  4. Assunzione di responsabilità politica da parte dell’Amministrazione comunale, in merito al fallimento della gestione della sicurezza.

  5. Un confronto pubblico urgente tra l’Amministrazione, i residenti e i comitati del Quartiere 5, per discutere soluzioni e responsabilità.

“Il malcontento nel quartiere è crescente e diffuso. Se questa situazione continuerà a essere ignorata, esiste il rischio che la tensione sociale aumenti ulteriormente”, avvertono i residenti.

Mentre il Comune di Firenze si dice al lavoro per monitorare la situazione, molti residenti lamentano una risposta insufficiente rispetto alla gravità dei fatti. Alcuni cittadini temono che il quartiere stia ormai perdendo il controllo e constatano che le misure finora adottate non sono affatto sufficienti a garantire la sicurezza.  I residenti vogliono vivere in un ambiente sicuro, dove non si debba temere di uscire di casa. “Non vogliamo avere paura di uscire di casa nel nostro quartiere. Vogliamo che i nostri figli possano crescere liberi, sicuri e sereni”, concludono, chiedendo rispetto, sicurezza e responsabilità.