Rottamazione delle cartelle esattoriali: Draghi (FdI) sostiene l’alleggerimento fiscale, il PD pone veti

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Mentre Draghi vede nella rottamazione un’opportunità di risanamento, il PD preferisce insistere con una politica fiscale severa che penalizza chi già fatica

 

La proposta di rottamazione delle cartelle esattoriali promossa dal Governo Meloni nella Legge di Bilancio 2026 sta creando l’ennesimo dibattito tra maggioranza PD e opposizioni a Firenze. Da un lato, il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi si è fatto portavoce di una posizione favorevole alla misura, sottolineando l’opportunità che questa offra ai cittadini fiorentini e alle casse comunali.

Secondo Draghi, la rottamazione, pur non essendo automatica e dipendendo da una specifica delibera del Comune, rappresenta un aiuto concreto per chi si trova in difficoltà economiche a causa di tributi locali come IMU, TARI e sanzioni stradali. La proposta, infatti, prevede un doppio binario per la regolarizzazione dei debiti, distinguendo tra entrate erariali e tributi comunali, lasciando però ai singoli sindaci la libertà di decidere se aderire o meno, basandosi sulle necessità e gli equilibri di bilancio. Draghi ha lanciato un appello alla sindaca di Firenze, chiedendo di non ripetere l’errore degli scorsi anni, quando l’amministrazione ha scelto di non dare seguito alla possibilità della rottamazione, a discapito tanto dei cittadini quanto della stessa salute delle finanze comunali.

Dall’altro lato, il gruppo del Partito Democratico a Palazzo Vecchio ha risposto  criticando la rottamazione delle cartelle come una forma di “condono” che legittima l’evasione fiscale. Il capogruppo del PD, Luca Milani, ha dichiarato che questa misura premia chi ha evitato di pagare le tasse e finisce per penalizzare i cittadini onesti. Secondo il PD, la scelta di aderire alla rottamazione minerebbe la fiducia tra le istituzioni e i cittadini, indebolendo i principi di legalità e giustizia sociale.

La divergenza di opinioni rispecchia un contrasto più ampio che vede il PD sostenere una gestione fiscale severa e punitiva, mentre forze come FdI puntano a un approccio più conciliatorio, con l’obiettivo di agevolare i cittadini e garantire al contempo la solidità delle casse comunali. La decisione finale sul da farsi dipenderà dall’amministrazione comunale, che dovrà ponderare attentamente gli effetti di una scelta che, se da un lato potrebbe alleggerire il carico fiscale per molti, dall’altro potrebbe, secondo il PD, portare ad un possibile indebolimento delle basi del sistema tributario.