Car Wars: La Saga Continua

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Il nuovo Jedi della mobilità rivela finalmente perché Firenze è il buco nero del traffico intergalattico (con un tocco di semafori metereopatici)

 

Di Maria Romana Bergamaschi

Da quando, nel 2022, l’allora sindaco Nardella ha fatto approvare il PUMS, è iniziata la nostra particolare saga, Car Wars. Una guerra diventata totale, nella quale l’assessore Giorgio e la sindaca Funaro hanno dovuto portare a termine l’obiettivo di eliminare tutte le auto da Firenze, tranne naturalmente quelle dei ricchi e le loro. Un nuovo Darth Vader, munito di spade sotto forma di cerbero e scudi verdi, ha ingaggiato una battaglia senza esclusione di colpi contro le macchine. È coadiuvato in questa singolare tenzone dalla regina del castello che, per l’occasione, ha assunto le sembianze di Darth Sidious, considerato il più potente grazie alla sua astuzia strategica e alle sue capacità di manipolare eventi su scala galattica.

Ma quando la guerra non procedeva più secondo i piani prestabiliti, a causa delle intemperanze e delle proteste dei loro sudditi, i due cavalieri Jedi hanno deciso di ricorrere alle capacità di Anakin Skywalker, lo Jedi più forte, nella fattispecie il superconsulente-ingegnere Ciurnelli.

Sono quasi due anni che siamo costretti ad ascoltare le supercazzole di chi cerca di negare la realtà, ma devo essere sincera: l’intervista rilasciata ieri dall’ingegnere le batte tutte. Dopo mesi dal suo ingaggio alla modica cifra di 140.000 euro, il superconsulente ha squarciato il velo di Maya e ha scoperto che a Firenze il traffico non è fluido. Noi, che nel traffico ci passiamo ore, non solo lo sapevamo già perché costretti a subire, ma avremmo potuto sollevarlo da questo suo costante sforzo mentale spiegandogliene la causa: far passare due treni in mezzo alla città e aprire 130 cantieri contemporaneamente ha prodotto questo disastro. Glielo avremmo spiegato anche gratis, o barattandolo per qualche multa in meno.

L’articolo non fornisce nessuna spiegazione ma è un trito elenco di ovvietà, perché lo Jedi del traffico non ha nessuna soluzione da proporre. E mentre i fiorentini passavano ore al volante, il superconsulente le passava in un intenso studio e in profonde osservazioni per poi rivelarci che mancano ancora molti dati importanti perché sono ancora “alla fase conoscitiva” (come se Firenze fosse New York). Non sanno ancora “quanti anziani, quanti giovani, quanti bambini ci sono per capire l’impatto e le esigenze”. Mi chiedo dove abbia vissuto tutto questo tempo; l’impatto è sotto gli occhi di tutti e le esigenze sono quelle di poter andare a lavorare ogni giorno senza svegliarsi all’alba.

Ci sarà un confronto con gli stakeholders, una parola inglese fa sempre molta scena, con gli abitanti del quartiere e i commercianti. Se aspetta ancora un po’, di commercianti ne troverà ben pochi, visto che la tramvia ha già fatto chiudere innumerevoli negozi. Le sue osservazioni gli hanno svelato che a Firenze c’è un “senso di insicurezza”, soprattutto all’alba e alla sera. (Gli consiglio di andare a osservare gli abitanti della stazione, così potrà provare il vero senso della paura.) Per questo i genitori accompagnano i bambini a scuola in macchina. Mi scusi, ma a che ora lei pensa che dovrebbero entrare? Alle 6.00 del mattino per evitare il traffico? Le do un consiglio gratis: potrebbe chiedere all’assessore Giorgio perché non vengano utilizzati i pulmini dei bus scolastici per tutti.

Il software di rivelazione è eccellente, tanto che “non consente ancora (!) di risalire alla distinzione tra cantieri pubblici e privati”. Forse in Comune possono dirglielo, o magari comprarne uno nuovo capace di effettuare tali rivelazioni. Con tutti i soldi delle multe, ne potrebbe avere due. Ma siamo tranquilli, perché in un futuro, chissà quando, “l’obiettivo sarà semplificare il più possibile la pianificazione. A Firenze assistiamo anche a fenomeni straordinari: i semafori supertecnologici sono metereopatici, perché il sistema varia “in base ai giorni, agli orari, se piove o se c’è il sole” e, incredibile dictu, quando c’è la partita al Campo di Marte ne risente tutta la città. Le posso assicurare che ne risentono particolarmente i dannati che risiedono in prossimità dello stadio.

La sua conclusione è sibillina e a presa in giro: “Per diminuire le code non basta fluidificare le strozzature, ma serve anche affrontare le cause del traffico”. Se vuole strozzare qualcuno, avrei qualche nome da suggerirgli con cui si risolverebbero tutti i problemi, e non solo quelli del traffico.