FOCUS LFCV | Holding Lamioni: da “campionessa nella crescita” a sinonimo di morosità

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Ascesa e declino della Holding Lamioni, guidata da Giovanni Lamioni, già candidato alla Regione Toscana nel 2015, già presidente di Artex.

 

Breve ma intensa la storia dell’ascesa e del declino della grossetana Holding Lamioni: divenuta di pubblica notorietà, da nome distrattamente guardato sui cartelloni pubblicitari nello stadio comunale Artemio Franchi, proprio per la rottura con la società viola che sponsorizzava dal 2023 (1) e alla quale deve ancora 1.280.000€, essa è stata sin qui celebrata come esempio virtuoso di «un’impresa ormai internazionale», «al primo posto tra i campioni di crescita» (2) e con «aziende in ottima forma» (3). Cifre da capogiro sono state infatti snocciolate sotto la tematica dei suoi utili: 15 milioni con cui ha chiuso il 2023 nella cornice di un bilancio da 120 rotondi milioni di euro. Sì, perché la holding, come dice il suo stesso nome, holds, cioè detiene, le SRL Centrocolor ed Edilfox e un altro gruppo, l’Atlante, a sua volta proprietario di Atlante Formazione, Atlante KSA Ltd., Gammon Ltd., Atlante Engineering, Greco SNC, Unione Sportiva Grosseto e Atlante Infissi. Sport ed edilizia sono quindi i suoi settori operativi.

Se a qualcuno tutti questi nomi possono risultare nuovi, ne abbiamo tuttavia altre che con Firenze, nonostante la brusca interruzione dei rapporti con la Viola, hanno ancora a che vedere: la Greco SNC è infatti l’azienda che si occupa dei lavori della tranvia in Piazza Beccaria, recentemente finiti sotto i riflettori per il rinvenimento delle mura arnolfiane che hanno bloccato per giorni gli scavi, prima di venire forzosamente ripresi per intervento della junta Funaro e della Soprintendenza, che ne ha autorizzato la parziale rimozione.

L’Unione Sportiva Grosseto, da parte sua, non ha certamente bisogno di presentazioni: già allenata da Massimiliano Allegri e dalle cui fila sono passati giocatori relativamente celebri come Luca Anania, Mauricio Pinilla e Davide Lanzafame, la società è fallita ed è stata rifondata più volte (le ultime due nel 2015 e nel 2017), prima di passare, appunto, alla gestione Lamioni. Senonché, anche coi “Maremmani” questo nome è stato associato a magagne finanziarie: non hanno fatto in tempo a terminare le lodi nei riguardi della sua società, che solo cinque mesi fa si è venuto a sapere di ben tre rate del centro di allenamento “Roselle” non pagate, per un totale di 65.000€ che, pur pagabili «in cinque minuti» come tronfio sentenziò il patron dando la colpa al Comune (che pure, come stabilito, era solo fideiussore) (4), gli fecero rischiare la messa in mora della società sportiva (5).

Non è tuttavia soltanto calcistica la crisi della holding: appena tre mesi fa l’Atlante, la Centrocolor e la Edilfox presentarono istanza di applicazione delle misure protettive del patrimonio nel contesto di una composizione negoziata della crisi d’impresa e alla cui direzione sono stati affiancati esperti esterni per impedirne la liquidazione totale a causa delle difficoltà economiche-finanziarie in cui versano (6). Già all’inizio di dicembre, comunque, per due aziende su tre tali misure si sono rivelate «inefficaci», restando “in ballo” soltanto la Centrocolor (7). Nel frattempo, al netto di questa precarietà nei conti, la Holding Lamioni si è espansa all’estero, particolarmente in Medio Oriente dove ha trovato terreno fertile in Arabia Saudita (8). Che sia un caldo rifugio dai creditori per il signor Lamioni?

NOTE