La “Grande Assente” a Palazzo Vecchio: il peso politico dei silenzi di Sara Funaro

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La sedia vuota della sindaca Funaro: simbolo della mancanza di dialogo con i cittadini e il consiglio comunale, e atto di disconnessione istituzionale che porta alla richiesta di decadenza

 

Di Roberto Vedovi

La politica non è fatta solo di delibere e numeri, ma è fatta soprattutto di presenza, ascolto e rispetto per i luoghi in cui batte il cuore della città. Quando l’intera minoranza decide di abbandonare l’aula per protesta, come avvenuto ieri in consiglio comunale, non siamo di fronte a un capriccio o a una sceneggiata per attirare l’attenzione. Siamo di fronte a un grido d’allarme istituzionale.

Ciò che emerge con forza dal comunicato congiunto delle opposizioni di ieri è una ferita aperta nel rapporto tra chi governa Firenze e chi ha il compito di controllarne l’operato. Tutte le opposizioni congiunte, inclusi i consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia, Firenze Democratica, i consiglieri di Lista Schmidt Massimo Sabatini e Paolo Bambagioni, i capigruppo di FI Alberto Locchi e della Lega Guglielmo Mossuto e il coordinatore di Gruppo Misto-Noi Moderati Luca Santarelli, hanno diramato il seguento comunicato:

“Nel consiglio comunale di oggi, tutti i gruppi di opposizione, dopo aver visto bocciata la mozione d’ordine per fare un dibattito sull’urbanistica con la sindaco Funaro, hanno abbandonato per dieci minuti l’aula per protesta.

Funaro continua a mancare di rispetto all’assemblea cittadina di cui, anche se non sembra, fa parte in qualità di prima cittadina. Oggi l’ennesimo episodio che dimostra che quanto accade in città, secondo lei, debba essere discusso solo con la sua maggioranza a porte chiuse e non con tutti gli eletti della città in Consiglio comunale. Per questo abbiamo abbandonato l’aula e continueremo ad incalzare sindaco, giunta e maggioranza ad esercitare correttamente il loro ruolo democratico.

Inoltre, abbiamo notato che “per la quarta volta consecutiva, la Sindaca non si è presentata in aula e così, ai sensi dell’art. 25, comma 4, dello Statuto di Firenze abbiamo firmato istanza per chiedere la decadenza della sindaca in assenza di giustificazioni, che a questo punto ci dovranno essere fornite” .

Secondo l’art. 25, comma 4, dello Statuto di Firenze, la Sindaca ha l’obbligo di essere presente e di partecipare attivamente alle sedute del Consiglio comunale. Il fatto che la Sindaca Sara Funaro sia stata descritta come una figura cronicamente assente dalle sedute del Consiglio comunale trasforma quella sedia vuota in un simbolo di una politica che sembra considerare il confronto con i cittadini – rappresentati dai consiglieri – come un fastidioso obbligo burocratico piuttosto che come il fondamento della democrazia.

È amaro constatare l’atteggiamento della maggioranza e del Partito Democratico. Liquidare la protesta come un “teatrino” o una polemica sterile è una mossa difensiva che manca di umiltà e, soprattutto, di empatia verso la cittadinanza. Definire “ostruzionismo” la richiesta di trasparenza significa ribaltare la realtà: chi sta davvero ostacolando il corretto funzionamento delle istituzioni non è chi esce dall’aula per protesta, ma chi, pur avendo il mandato di guidare la città, sceglie di non presentarsi al confronto.

C’è un’arroganza sottile nel sostenere che chi fa domande stia solo cercando visibilità. In realtà, come sottolineato con vigore, il problema non è chi accende le luci per vederci chiaro, ma chi preferisce restare nell’ombra per non dover rispondere. L’ironico “stai serena” rivolto alla Sindaca non è solo una battuta politica, ma un monito: la storia insegna che sottovalutare il dissenso e ignorare il valore dell’aula non porta mai buoni frutti. Governare Firenze richiede coraggio, ma richiede anche la pazienza e l’umiltà di sedersi in Consiglio, ascoltare le critiche e dare risposte concrete. Finché la Sindaca e il PD continueranno a percepire l’opposizione come un disturbo e non come un interlocutore necessario, a perdere non sarà solo una parte politica, ma sarà la dignità stessa della “casa dei cittadini”.

Foto: Copyright Fotocronache Germogli