Draghi, Chelli e Sirello: “In deficit dal 2010, complimenti all’assessore Giorgio per lo scudo verde”
Il parcheggio di San Donato a Novoli è una realtà che continua a non funzionare, accumulando perdite su perdite. Anche nel 2024, il bilancio della struttura registra una perdita di 20 mila euro. Un trend negativo che ormai si protrae dal 2010, anno della sua apertura. Nonostante il passare degli anni e le ripetute difficoltà, la situazione non sembra destinata a migliorare, anzi. Il Comune di Firenze, secondo gli accordi con la No Problem Parking SpA, non vedrà nemmeno un centesimo di rimborso per la gestione dell’impianto, nemmeno in caso di perdite. La causa principale di questo deficit sembra risiedere nei costi di realizzazione, agli ammortamenti finanziari e all’impossibilità di generare utili. In sostanza, come evidenziato dalla stessa società, l’impianto non riesce a coprire nemmeno le spese più basilari, generando una perdita di 20.041 euro.
Ma la situazione, anziché risolversi, sembra aggravarsi ulteriormente con l’inclusione del parcheggio nell’area di zona a traffico limitato dello scudo verde. Una scelta che, stando alle dichiarazioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Alessandro Draghi, Matteo Chelli e Angela Sirello, non fa che peggiorare la situazione economica della struttura, senza alcuna contropartita per le casse comunali. In un documento prodotto dalla società stessa, si spiega che, a causa di questi continui deficit, non è possibile corrispondere al Comune il corrispettivo stabilito per la gestione, fissato al 10% degli utili annuali.
I consiglieri di opposizione non si risparmiano critiche: “Complimenti all’Assessore Giorgio, che ha incluso questo parcheggio nell’area di zona a traffico limitato dello scudo verde. Un vero colpo di genio. Un altro successo nella gestione della città da parte di questa amministrazione”, sottolineando come il parcheggio di San Donato rappresenti solo l’ennesimo esempio di una gestione fallimentare delle risorse pubbliche da parte dell’amministrazione fiorentina. Una gestione che non sembra conoscere soluzioni concrete, ma anzi si trascina in una spirale di perdite senza fine.
