Dall’archeologia allo sviluppo: l’Università di Firenze e l’Opificio portano l’Armenia a TourismA

Garni, mosaico pavimento terme

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Può l’archeologia diventare una leva di crescita, creare nuove opportunità di conoscenza e alimentare un turismo più consapevole?

 

L’Università di Firenze risponde in modo più che positivo a questa domanda durante TourismA, dove presenta un progetto internazionale che unisce ricerca archeologica, cooperazione e turismo sostenibile in Armenia.

ArcheTourDev, questo il nome dell’iniziativa a cui partecipa anche l’Opificio delle Pietre Dure e Ismeo, accoglierà esperti e semplici appassionati di archeologia a TourismA, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale, che si terrà a Firenze, al Palazzo dei Congressi, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo.

ArcheTourDev sta per Archaeological Heritage and Tourism for Rural Development, ossia Patrimonio archeologico e turismo per lo sviluppo rurale in Armenia, ed è un progetto internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).

Capofila è Sagas, il dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze, che lavora sul campo insieme a due eccellenze italiane: l’Opificio delle Pietre Dure, punto di riferimento mondiale per il restauro, e Ismeo (l’Associazione internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente), attivo da decenni nella cooperazione culturale.

ArcheTourDev mette al centro tre grandi siti archeologici armeni: Garni, una delle destinazioni più visitate del Paese caucasico, Dvin e Aruch, il cui potenziale turistico è in espansione, per creare itinerari capaci di valorizzare il loro patrimonio storico e culturale a livello internazionale e, allo stesso tempo, generare benefici concreti per le comunità locali.

Due sono gli appuntamenti aperti al pubblico per conoscere in modo più approfondito il progetto ArcheTourDev e scoprire i tre siti archeologici, dove dallo scorso anno lavorano fianco a fianco archeologi e restauratori.

Venerdì 27 febbraio, nell’Auditorium del Palazzo dei Congressi, alle 14.30, all’interno del XXII Incontro nazionale di Archeologia Viva, Michele Nucciotti professore associato di Archeologia Medievale all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del progetto, presenterà l’intervento “Armenia: dove il passato nutre il futuro”.

Sabato 28 febbraio, nella Sala Onice, dalle 14.00 alle 16.00, si terrà l’incontro: “Armenia. Tra ricerca scientifica, opportunità di conoscenza e turismo sostenibile”. L’appuntamento, interamente dedicato al progetto in corso fino al 2027, prevede l’intervento di:

  1. Michele Nucciotti, Lapo Somigli e Zaroui Pogossian, Università di Firenze;
  2. Emanuela Daffra e Anna Patera, Opificio delle Pietre Dure;
  3. Sergio Ferdinandi, Ismeo.

I relatori illustreranno il loro lavoro di ricerca, restauro e valorizzazione dei siti archeologici di Garni, Dvin e Aruch, spiegando come l’archeologia in Armenia stia diventando sempre più un volano per un turismo sostenibile, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle comunità locali.

L’incontro vedrà anche la partecipazione di Emilio Cabasino, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Per approfondimenti: www.archaeologyforpeople-armenia.unifi.it