Nardella e il Politeama tentano di salvare il loro PaDrone. Caos mense, Funaro: «Serve tempo». I privati si avventano come Lupi sui riders. La Firenze sui giornali di venerdì 27 febbraio

GERMOGLI PH: 25 GENNAIO 2025 FIRENZE INAUGURAZIONE NUOVA LINEA T2 DELLA TRAMVIA FRA PIAZZA DELLA LIBERTA' E PIAZZA SAN MARCO NELLA FOTO DARIO NARDELLA

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Una vera e propria bomba a orologeria, le parole pronunciate ieri da Dario Nardella nell’intervista a La Nazione Firenze che abbiamo riportato: la stessa ha dato eguale spazio alle reazioni del suo schieramento politico, insieme al Corriere Fiorentino: da Falchi a Gianassi dilaga l’isteria, Giani (pur divenuto contrario ai CPR soltanto in campagna elettorale, ha fatto intelligentemente notare Emanuele Baldi) si dice contrario seppur con toni più moderati, il M5S lo sostiene, SPC ovviamente no e AVS lo accusa addirittura di «inseguire Vannacci». A destra, comunque, le sue dichiarazioni hanno trovato eguale scetticismo: Stella (FI) si chiede retoricamente se siano dettate «da reali convinzioni o da calcoli elettorali», Marcheschi (FdI) sottolinea che «Firenze e la Toscana meritano chiarezza, non un imbarazzante scaricabarile», i meloniani di Palazzo Vecchio fanno notare, appunto, la svolta gianiana. Unica mano tesa, pur critica, giunge dalla Lega tramite il suo commissario regionale Andrea Crippa, che «accoglie con interesse» il dietrofront nardelliano (comunque parzialmente “corretto” in una successiva intervista a RTV38 dove ha parlato di «superare i CPR») ma ne ha attaccato la proposta di rinominare i CPR Centri di Rimpatrio e Integrazione, che a detta del salviniano cozzerebbe «profondamente con lo spirito dei CPR». Una bomba, dunque, che nella sua esplosione ha quantomeno ferito lo stesso bombarolo. Nello stesso imbarazzo si trova tuttavia anche il Politeama di Prato per l’ennesimo caso Manetti: qui la direzione, in una nota ripresa dal Corriere Fiorentino, asserisce che «lo spettacolo» (la presentazione del libro A Penelope che prende la valigia) sarebbe stato «programmato prima che la Regione entrasse in fondazione» e che «i cartelloni erano già pronti» quando ciò è avvenuto, pochi mesi dopo. Resta però l’interrogativo di come si sia potuta organizzare con tanta dovizia di particolari la presentazione di un libro la cui prima pubblicazione è successiva di un anno sia alla presunta programmazione che all’ingresso della Regione nella fondazione stessa. La terza gatta da pelare per Giani riguarda la mancata nomina del commissario per la ricostruzione post-alluvioni del 2023, che lo porta a scontrarsi, è notizia de La Nazione Grosseto e Il Tirreno, col ministro per la Protezione Civile, nonché suo ex omologo alla Regione Sicilia, Nello Musumeci, il quale lo accusa di non aver «mai risposto alle sollecitazioni». La sua collega di partito e sindachessa fiorentina Sara Funaro cerca, da parte sua, di mettere con fatica una pezza al caos mense: dietrofront sì, dietrofront no, «Albanese si dimetta», lei dichiara sbrigativamente, citata da La Nazione Firenze, che non c’è nessun dietrofront e che «serve tempo»: ha persino avuto l’ardire di affermare che «l’amministrazione comunale in maniera molto seria fa fare degli studi, li analizza e poi prende le decisioni»! Ai privati per davvero, tuttavia, andrà l’ex caserma dei Lupi di Toscana per l’ubi maior del “social housing (molto poco “social”, in realtà): la “serietà” della giunta Funaro è consistita, in questo caso, nell’accordo per una gestione ventennale della struttura da parte del Comune, ma con diritti di superficie che si estendono addirittura a 65 anni. Trasversali e veementi le critiche, che spaziano dal Comitato Salviamo Firenze alla Lista Schmidt passando per Sinistra Progetto Comune, si legge su Il Tirreno Firenze, La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino. Tanti gli interrogativi anche su Firenze Fiera, che ha visto il proprio canone di locazione schizzare in maniera anomala dai 330.000€ previsti dall’ingegner Della Queva ma che l’Agenzia delle Entrate ha stimato in ben 1.800.000€, riducibili di 600.000 calmierati, come ha precisato La Nazione Firenze: anche qui, sarebbe questa la «serietà degli studi» commissionati dall’amministrazione? Non sorprende, allora, che mentre essa magnifichi i lavori appena iniziati per il ponte di Bellariva (che, per inciso, fa notare La Repubblica Firenze, bloccheranno il Ponte da Verrazzano, snodo fondamentale dell’altrettanto magnificata tranvia verso Bagno a Ripoli che «si deve finire al più presto» perché la scadenza dei fondi del PNRR incombe), il sottopassaggio di viale Strozzi cada «a pezzi da anni e nessuno interviene», come fa notare già nel titolo il Corriere Fiorentino. Transeat sulla pretesa “inclusività” funariana: queste ultime due testate hanno pubblicato tre inchieste, due sui riders e una sui lavapiatti degli Airbnb, che fanno luce sulle loro terribili condizioni lavorative di supersfruttamento, tra chi deve «correre» per due ditte senza sosta, con colleghi a vivere in dieci stipati in uno scantinato in via Fiume, ai «“regolari” che lavorano in povertà» con contratti ai limiti del capestro: 1.500 lordi al mese e ad abitare altrettanto stipati nei Comuni limitrofi o nell’hinterland, senza risparmiare neppure gli italiani, tra i quali a essere «sempre più in difficoltà» sono le partite IVA. Se questi sono uomini… (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli