Una vita salvata in Sant’Ambrogio grazie al defibrillatore, ma scoppia lo scontro tra i comitati e Rufilli (Q1) sulla paternità del dispositivo

defibrillatore

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Dopo il salvataggio, il presidente del Quartiere 1 Mirco Rufilli finisce nel mirino dei comitati locali, che contestano l’appropriazione della paternità del dispositivo salvavita

 

Un salvataggio avvenuto l’altro ieri in Piazza Sant’Ambrogio ha scatenato una polemica che ha coinvolto tanto i social quanto i palazzi istituzionali. Un uomo, colpito da arresto cardiaco, è stato salvato grazie alla prontezza di una dottoressa di passaggio e alla presenza di un defibrillatore che, secondo alcune testimonianze, ha avuto un ruolo cruciale nel portare la persona in salvo. Ma ciò che era nato come un atto di eroismo, è presto diventato oggetto di una disputa politica.

Il presidente del Quartiere 1, Mirco Rufilli, ha voluto celebrare il salvataggio con un post sui social, attribuendo il merito al “defibrillatore del Comune di Firenze”. Un’affermazione che ha acceso subito un dibattito. Simone Scavullo, presidente del Comitato Cittadini per Firenze, ha precisato che il dispositivo salvavita non appartiene al Comune, bensì a una rete di associazioni che da anni lavorano sul territorio per garantire la cardioprotezione: “Il defibrillatore in questione è stato installato grazie al Comitato, all’Associazione Nicco Testini e alla donazione di Firenze Parcheggi”, ha spiegato Scavullo, sottolineando come l’iniziativa sia stata una risposta diretta a una richiesta negata dal Comune per installare un dispositivo pubblico. “È stato necessario trovare soluzioni alternative per non lasciare la zona scoperta”, ha aggiunto. La polemica si è infiammata quando Rufilli, messo alle strette, ha risposto che non sapeva se Firenze Parcheggi fosse stata informata dell’uso del dispositivo, ignorando che la manutenzione era in mano ai cittadini e alle associazioni.

Nel frattempo, il defibrillatore di Piazza Sant’Ambrogio non è nuovo alle cronache cittadine. Già qualche mese fa, era stato rubato, ma prontamente ripristinato grazie all’intervento delle stesse realtà volontarie, senza che il Comune si fosse fatto carico del danno. Scavullo ha poi ricordato che molti dei defibrillatori nel Quartiere 1 sono stati installati e gestiti grazie a iniziative del volontariato.

Nonostante lo scontro, il presidente del Comitato non ha perso occasione di tendere una mano verso un dialogo costruttivo. Ha infatti invitato Ruffilli a un sopralluogo congiunto per fare chiarezza sulla situazione e migliorare la cardioprotezione nel quartiere, magari intensificando i corsi di primo soccorso e BLSD. “La politica deve impegnarsi per sostenere l’iniziativa dei cittadini”, ha concluso, rivolgendosi al presidente del Quartiere.

Al di là delle polemiche, la vicenda, che ha avuto un esito positivo (con una vita è stata salvata grazie alla presenza di un defibrillatore e all’intervento tempestivo di un medico), conferma quanto sia importante la diffusione dei dispositivi salvavita e, soprattutto, la formazione della cittadinanza.