Riemergono, a Prato, le ombre dei casi Bugetti e Cocci, con le rivelazioni di uno dei personaggi chiave, l’ex consigliere comunale Claudio Belgiorno (FdI), che accusa il «fuoco amico» alla base del “sistema che ha voluto fermarlo”, e che comprende anche la massoneria, perché «il più votato nel centrodestra» che non rispondeva «a logiche di potere». Ne ha parlato il diretto interessato a La Repubblica Firenze. In acque non migliori naviga il PD sestese, autosabotatosi nelle primarie a un’ora dall’orario convenuto per l’incontro con le altre forze della coalizione, Ecolò, Sinistra Italiana e PerSesto, le quali, da parte loro, hanno trovato una convergenza su Damiano Sforzi, fa sapere Il Tirreno Firenze. E mentre il governo decide per l’abolizione della figura del consigliere regionale alla parità, facendo insorgere i dem (Corriere Fiorentino), qua da noi essi hanno ottenuto alcune vittorie simboliche in sede giudiziaria: da entrambe le testate sin qui citate apprendiamo che torna infatti al Comune l’ippodromo Le Mulina, una volta stabilita la liceità della decadenza della concessione alla Pegaso; sulla seconda e su La Nazione Firenze leggiamo dell’ingiunzione di smantellamento del dehors ai danni del bar-tabaccheria Ricchi in piazza Santo Spirito, respingendone il ricorso. Le mille denunce presentate tramite il progetto Soleil a proposito dello sfruttamento sul lavoro hanno propiziato la proposta di adozione di una legge regionale al riguardo, col Segretario della CGIL Landini a invocarne l’attuazione su scala nazionale (La Repubblica Firenze, Il Tirreno), e l’ennesimo sopralluogo a Sollicciano, stavolta effettuato dalla Commissione politiche sociali del Comune, ne ha certificato le condizioni inumane, con 583 reclusi su 361 posti e celle per quattro persone a ospitarne sei; «muffa, infiltrazioni, umidità, reparti inagibili» fanno da sfondo in questa nuova sintesi del Corriere Fiorentino. «Interventi subito oppure chiusura», tuonano, ma verosimilmente non avverranno né gli uni né l’altra. È però sul fronte dell’ex OGR che la giunta Funaro subisce, per ora, lo schiaffo più sonoro: riverberato su quest’ultimo, La Repubblica Firenze, Il Tirreno Firenze e La Nazione Firenze, è emerso uno studio dell’ARPAT che già nel 2023 aveva rilevato che i benefici della costruzione della nuova strada «non sono evidenti» giacché smog e traffico non solo rimarrebbero, ma la Pistoiese-Rosselli stessa «inquina e peggiora la vivibilità». Tale scoperta è stata fatta e portata alla ribalta dal consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune), che attacca frontalmente l’amministrazione sottolineandone l’indisposizione al dialogo con l’ARPAT stessa e che «non vuole prendere in considerazione evidenze tecniche, scientifiche». La risposta in burocratese del Comune, riportata sul Tirreno Firenze, ha provocato il contrattacco immediato del Comitato Salviamo Firenze, che evidenzia come il ritiro dell’istanza di verifica per la Valutazione d’Impatto Ambientale sia stato fatto alla chetichella e «senza dir nulla alla cittadinanza». Da La Nazione Firenze giungono invece due articoli che, volontariamente o meno, rappresentano altre due stoccate alla malagestione funariana della cosa pubblica: l’inchiesta sull’«isola di nessuno» sotto il viadotto tra Novoli e il Ponte all’Indiano, dove ultimamente è stato portato e quasi violentato un 17enne ubriaco che tornava a casa in tranvia, tra «giacigli, rifiuti, zero regole» e «sterpaglie, discariche e tende», e i dubbi sull’omicidio di Gabriele Citrano, ancora non del tutto fugati dalle inchieste circa la causa effettiva della sua morte. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
