Rassegna John Carpenter al Cinema La Compagnia. Questa settimana “ESSI VIVONO”

essi-vivono-they-live-1988-john-carpenter-06

Condividi sui social

Firenze torna a dialogare con il grande cinema d’autore e lo fa attraverso uno dei suoi luoghi simbolo: il Cinema La Compagnia.

CONTINUA la rassegna interamente dedicata a John Carpenter, autore fondamentale del cinema americano contemporaneo, spesso associato all’horror ma in realtà molto più complesso, politico e stratificato di quanto l’etichetta di genere lasci intendere.

Qui la lista completa dei film della rassegna che accompagnerà gli spettatori quasi ogni lunedi fino a maggio: click

QUESTA SETTIMANA la rassegna presenta il film

  • LUNEDÌ 16 MARZO, ore 21.00
    Essi vivono (They Live, 1988, 94′ – v.o. sott. italiano)
    versione restaurata in 4K – anteprima italiana
    presentazione a cura di Emanuele Rauco
    ORE 19.00 – THEY LIVE, WE TALK –
    Incontro di approfondimento gratuito in saletta

     

    Il vagabondo John Nada trova casualmente degli occhiali da sole in grado di mostrare la realtà per quella che è: una dittatura aliena che controlla gli esseri umani tramite messaggi subliminali. Armato solo di fucile e coraggio, dovrà unirsi alla resistenza per distruggere il segnale che tiene il mondo in schiavitù.

    Con questo film Carpenter scaglia la sua critica più diretta al consumismo e alle politiche degli anni ’80, utilizzando la fantascienza come veicolo di denuncia sociale. Dietro le sparatorie e le scazzottate epiche si nasconde un’analisi lucida e spietata sul potere dei media e sulla manipolazione delle masse.

Essi vivono (They Live, 1988) di John Carpenter è una delle opere più politiche e satiriche del cinema fantastico americano degli anni Ottanta. Apparentemente è un film di fantascienza con elementi horror, ma in realtà è una parabola sul potere invisibile dell’ideologia e dei media nella società contemporanea.

La storia segue il vagabondo Nada, interpretato dal wrestler Roddy Piper, che trova degli occhiali da sole speciali. Indossandoli scopre che il mondo è controllato da alieni nascosti tra gli esseri umani e che la pubblicità, i giornali e la televisione contengono messaggi subliminali come “OBEY”, “CONSUME”, “MARRY AND REPRODUCE”. Carpenter costruisce così una metafora molto chiara: il capitalismo avanzato e la cultura consumistica funzionano come un sistema di controllo mentale.

L’idea nasce da un fumetto del 1963 intitolato Eight O’Clock in the Morning di Ray Nelson. Carpenter ne fu colpito perché trasformava una storia fantascientifica in una critica sociale. Non a caso il film uscì nel pieno dell’era Ronald Reagan, quando negli Stati Uniti il neoliberismo e la pubblicità invasiva erano diventati simboli del nuovo capitalismo.

Uno degli aneddoti più celebri riguarda la lunghissima scena di lotta tra Nada e Frank, interpretato da Keith David. Il combattimento dura quasi sei minuti ed è diventato leggendario: i due attori provarono la coreografia per settimane e girarono la scena quasi senza stuntman. Carpenter voleva che fosse esasperata e quasi comica, perché rappresenta metaforicamente la resistenza delle persone a “vedere la verità”.

Un altro dettaglio curioso è che Carpenter firmò la sceneggiatura con lo pseudonimo Frank Armitage. Il nome è un omaggio allo scrittore H. P. Lovecraft, autore molto amato dal regista. Anche l’idea di un’umanità inconsapevolmente dominata da entità nascoste ricorda proprio il cosmo lovecraftiano.

Al momento dell’uscita il film ebbe un discreto successo ma non fu subito considerato un capolavoro. Col tempo, però, è diventato uno dei cult più citati del cinema politico e fantascientifico. La famosa scritta “OBEY”, vista attraverso gli occhiali, è entrata nell’immaginario pop ed è stata ripresa persino dall’artista Shepard Fairey per il suo progetto grafico Obey Giant.

In sostanza Essi vivono funziona su due livelli: come film di fantascienza divertente e come allegoria lucidissima sul potere invisibile della propaganda. Per questo, a quasi quarant’anni dalla sua uscita, continua a essere citato ogni volta che si parla di manipolazione mediatica e cultura del consumo.

John Carpenter, un autore chiave del cinema moderno

Nato nel 1948 a Carthage, nello Stato di New York, John Carpenter è uno di quei registi che hanno saputo coniugare indipendenza creativa e immaginario popolare, influenzando profondamente il cinema degli ultimi cinquant’anni. Formatosi alla University of Southern California, Carpenter emerge negli anni Settanta come una voce nuova, capace di lavorare con budget ridotti trasformando i limiti produttivi in uno stile riconoscibile. Regista, sceneggiatore e spesso anche compositore delle colonne sonore dei propri film, ha costruito un cinema basato su ritmo, geometria dell’inquadratura, uso sapiente del formato panoramico e una musica elettronica minimale diventata iconica.

La sua importanza non risiede solo nei successi commerciali come Halloween, La cosa o 1997: Fuga da New York, ma nella coerenza di una visione che attraversa tutta la sua filmografia. Carpenter racconta l’assedio, la paranoia, la dissoluzione dell’ordine sociale, la sfiducia nelle istituzioni e la fragilità della civiltà occidentale. Temi che, riletti oggi, appaiono sorprendentemente attuali. La rassegna de La Compagnia si inserisce dunque non come semplice omaggio nostalgico, ma come occasione critica per rileggere un autore che ha saputo parlare del suo tempo anticipando il nostro.

Stefano Chianucci