Santa Rosa, nessun intervento dopo l’incidente: degrado e pericoli ancora presenti
Mercoledì scorso un bimbo di cinque anni, mentre giocava a nascondino dietro un cespuglio, ha sentito una puntura al polpaccio. Non ha pianto, non si è fermato. Solo a casa, mentre il papà lo lavava, ha detto: «Mi prude qui dove mi ha punto l’ago». Hanno trovato la siringa nel punto esatto indicato dal piccolo. Corsa al Meyer, antibiotici, esami per epatite e HIV (per fortuna negativi), e la paura che resta. Una famiglia distrutta per una cosa che non dovrebbe mai succedere in un parco pubblico frequentato da bambini.
I genitori hanno scritto alla sindaca Sara Funaro. Chissà, magari questa volta la lettera verrà letta davvero. Stamani siamo tornati sul posto, a quattro giorni dal fatto. Il giardino è regolarmente aperto, come sempre. E le condizioni? Identiche a quelle descritte dai genitori, identiche a quelle segnalate da mesi. Rete divelta, bivacchi evidenti, resti di consumo di sostanze, lattine bruciate, degrado diffuso nelle zone meno visibili. I giochi ci sono, i bambini anche. Ma la sensazione è sempre la stessa: un’area verde diventata dormitorio e piazza di spaccio a cielo aperto, proprio accanto alla sede ASL con il Serd. Il Quartiere 4 e il Comune continuano a ripetere che «l’area è monitorata», che «intervengono i servizi sociali», che «hanno riparato la nave».
Eppure un altro bambino finisce al pronto soccorso per una siringa abbandonata. Il monitoraggio evidentemente non arriva fino a terra, o forse si ferma alle risposte scritte. Non è più accettabile. Non è una fatalità, non è “il solito degrado”. È l’incapacità cronica di questa amministrazione di tutelare i luoghi dove i nostri figli dovrebbero poter giocare senza rischiare la salute. I bambini di Santa Rosa continuano a pagare con la paura – e con gli aghi – l’inerzia di chi dovrebbe proteggerli. Vogliamo risposte concrete, non protocolli e rassicurazioni a distanza. Le foto csono di stamattina. Non servono commenti: parlano da sole.

