A Funarolandia si supera anche il calendario gregoriano. Arriva il 30 febbraio

Fine lavori 30 febbraio 2026. Foto facebook

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Solo un refuso (ma comunque clamoroso) oppure l’ennesimo esempio della sciatteria e della cialtroneria della Firenze dell’era Funaropoli?

 

Sicuramente qualche leone da tastiera scriverà subito che ci perdiamo nelle quisquilie perché non sappiamo cosa scrivere, o altre amenità del genere. Ma diciamolo chiaramente fin dall’inizio: chi considera queste cose delle inezie dovrebbe ripartire dalle basi.

Quando si fa un lavoro — o qualsiasi attività, qualunque essa sia — è necessario prima di tutto accendere il cervello, applicarsi e fare le cose a regola d’arte.
E, se poi si è davvero bravi, dopo bisognerebbe anche controllare e verificare, per evitare errori che, anche solo per distrazione, possono metterci al pubblico ludibrio.

Tutto questo, evidentemente, non è stato fatto da coloro che si sono occupati di questo cartello stradale comparso nelle vie di Firenze per indicare la viabilità alternativa a seguito dell’apertura dell’ennesimo cantiere stradale, che si aggiunge a quelli che stanno creando un caos enorme in una città devastata dallo sventramento in atto per far passare il treno-tram novecentesco.

Nella certezza – abbiamo verificato – che nell’anno Domini 2026 di Funarolandia non si sia messo mano alla creazione di un nuovo calendario, necessario a superare quello gregoriano (anche perché a Firenze già in passato si è cercato di “resistere” all’adozione dello stesso), solo di clamorosa gaffe si può parlare leggendo che il Ponte Rosso e un tratto di via Faentina saranno chiusi dal 26 gennaio 2026 al 30 febbraio 2026.

Ebbene sì, avete letto bene.
Non è un mio refuso, ma l’ennesima dimostrazione di come l’(im)mobilità e i cantieri stradali vengano gestiti a Firenze: un disastro che parte fin dai cartelli.

Un esempio plastico della sciatteria e della cialtroneria che regnano nel “palazzo”, visto che questo cartello, prima di finire in mezzo alla strada, sarà passato sicuramente per molte mani: chi lo ha scritto e non lo ha riletto, chi doveva approvarlo e firmare il “visto si stampi”, chi lo ha stampato e chi lo ha materialmente installato.

Una sciatteria e una cialtroneria davvero multiple.

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