Alla Manetti sbattuta La Porta in faccia, il caso Viola Park e il rispetto che sparisce pure per (e insieme) ai morti. La Firenze sui giornali di mercoledì 11 marzo

GERMOGLI PH: 1 SETTEMBRE 2024 FIRENZE CORTEO DEI TIFOSI DELLA FIORENTINA IN MOTORINO DAL VIOLA PARK ALLO STADIO ARTEMIO FRANCHI SEGUENDO IL PULMAN DELLA SQUADRA

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L’urbanistica e i personalismi, che in tanti casi s’intrecciano in un vortice micidiale, stanno travagliando alla radice, rispettivamente, il Comune e la Regione. Il dibattito di ieri a Palazzo Vecchio ha visto la solita «fumata grigia» (Corriere Fiorentino) ma che vede farsi strada, sempre più prepotente, e unanime nel convegno in tema della Fondazione Rosselli, la necessità che Firenze «adesso cambi passo», tra l’ottimistica richiesta di autocritica della Lista Schmidt e il commento del Comitato Salviamo Firenze sulle scandalose dichiarazioni dell’assessore Giorgio, paragonate all’atteggiamento della Primo Ministro e definite «autoritarie», ancor più che il suo autore è privo di qualsiasi legittimazione popolare. E tecnica, dal momento che non ha alcun titolo né competenza per occuparsi dell’assessorato che ricopre, aggiungiamo noi in coda ai reportages de La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Curioso, se letto sotto questa luce, l’intervento del Presidente della Repubblica alla “Cesare Alfieri” di ieri, concluso con un’esortazione a che non si realizzi la «regressione» alla «tirannide cesarista», cui «la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell’aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell’individuo» che tenderebbero a «perpetuare l’infanzia dell’uomo». Rimarremo, leggendolo sul Tirreno piuttosto che nei resoconti agiografici e celebrativi di Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, a domandarci se tale riflessione fosse autoriferita o se avesse in mente proprio il Comune di Firenze. Proprio a fagiolo casca la polemica sulla circolare inoltrata dalla preside al personale dell’Istituto Comprensivo Beato Angelico, riguardante nella fattispecie un invito a votare No tra undici giorni; raccolta da noi, citati apertamente sul Tempo, è intervenuta la stessa FLC-CGIL tramite La Repubblica Firenze, invitando a che «preside e docenti non abbiano paura di parlare del referendum» e facendo notare le incoerenze nella contrarietà del direttore dell’USR, che manca di solidi appigli normativi, e il cui esplicitato «rispetto del contraddittorio» cozzerebbe col «divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione»: le ragioni del Sì e del No, conclude il sindacato, «non possono che essere promosse» dalle rispettive associazioni tematiche. In Regione, nel frattempo, è scontro aperto tutto al femminile tra la consigliera La Porta (FdI) e l’assessore Manetti (PD), la quale grida alla «caccia alle streghe» di fronte all’accusa della prima di «ledere la Regione», nel contesto delle varie interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia sul suo operato. Non è passato inosservato, si evince da La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino, l’imbarazzo sia dei consiglieri che del PD, appena pronunciatosi sulla vicenda dopo mesi di silenzio e ovviamente a difesa dell’assessore alla Cultura. Qualche interrogazione, riconducendoci alla dimensione puramente cittadina, andrebbe presentata anche sul Viola Park, al centro di un mistero per il quale, confrontando gli articoli al riguardo delle stesse due testate e de La Nazione Firenze, il Consiglio di Stato ha approvato la costruzione del parcheggio (La Repubblica Firenze), poi l’ha revocata (La Nazione Firenze), quindi «c’è il via libera, ma con prescrizioni» (La Repubblica Firenze), ma ad ogni modo «andrà smantellato» (Corriere Fiorentino), pur essendone stato riconosciuto l’interesse pubblico. Più lineare la vicenda dell’ex pelletteria diventata braceria in via della Ninna, tra le mura di San Pier Scheraggio, proprio sotto l’ufficio della sindachessa Funaro e «nel cuore del mangificio fiorentino»: in questo caso è bastato solo lo «spostamento di una licenza», fa sapere il Corriere Fiorentino, ma rimarrà la targa commemorativa della chiesa romanica risalente al 1000. Per Luisaviaroma, invece, le cose sono più complicate, alle porte coi creditori e con la scadenza delle protezioni per i 200 lavoratori che impiega, che avverrà il 25 marzo, e i sindacati che premono nell’attesa per l’esito della procedura di composizione della crisi, dal quale dipende anche ogni futura trattativa con l’unità preposta della Regione, incontrata nei giorni scorsi. In questo quadro vediamo anche, tramite La Nazione Firenze che rilancia il sesto rapporto dell’Osservatorio sulla Burocrazia di CNA, immani perdite di tempo e denaro per le imprese a causa della burocrazia: 300 ore all’anno in media per un costo di circa 9.210€. Nel mentre, l’assessore regionale all’Economia e all’Industria ammette che gli spazi per riconvertire «mancano». Crollano, da parte loro, le compravendite di case per i prezzi sempre più alti: se il mercato italiano nel 2025 è cresciuto del 6.4%, Firenze ha fatto un tonfo addirittura del 14%, apprendiamo dal Tirreno nostrano. In questa città anche «Riposa In Pace» è una bugia: è la straziante vicenda raccontata su La Nazione Firenze di una donna la tomba del cui fratello a Trespiano è stata esumata senza alcuna previa comunicazione, con tre settimane di anticipo rispetto alla data programmata a seguito di scadenza della concessione e senza informare né lei né la madre, ancora viva ma malata, sulla futura ubicazione delle spoglie del defunto. Della vicenda si è fatto carico il consigliere Draghi (FdI), il quale proporrà l’impiego di strumenti «più diretti, come SMS, mail o telefonate» per avvisare in anticipo gli anziani delle suddette scadenze e l’abolizione della specifica dell’«esclusione in via generale» delle comunicazioni dirette dall’art. 22 del regolamento dei cimiteri. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli