Apparsi nella notte cartelli di protesta contro l’abbattimento degli alberi per la tramvia Libertà-Rovezzano

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La protesta sui Viali fiorentini denuncia l’impatto ambientale della nuova tramvia, con 428 alberi decennali destinati a essere abbattuti

 

E’ una forma di protesta creativa quella che oggi ha sorpreso i fiorentini intrappolati nel traffico lungo il tracciato della futura tramvia Libertà-Rovezzano. Questo tratto di città si è risvegliato infatti con cartelli affissi su quasi ogni albero nelle arterie principali del Quartiere 2, tra cui viale Don Minzoni, viale dei Mille, viale Fanti, viale Malta, viale Duse e via delGignoro.

Gli alberi contrassegnati dai manifesti di dissenso sono solo alcuni dei 428 alberi decennali (o in alcuni casi secolari) destinati a essere abbattuti per fare spazio alla nuova linea tranviaria Libertà-Rovezzano. La nuova linea, che collegherà i quartieri di Cure, Campo di Marte e Coverciano, rappresenta una delle opere infrastrutturali più controverse degli ultimi anni a Firenze, e che ha sollevato numerose polemiche per l’impatto ambientale di una simile mattanza di alberi. Ogni albero con un cartello è il simbolo di una battaglia contro quello che i residenti considerano un sacrificio ingiustificato del patrimonio naturale dei rioni.

E le frasi sui cartelli affissi, quali ironiche e pungenti, sono lo specchio di un malcontento sempre più diffuso nella cittadinanza. Tra i messaggi più evocativi, si leggono: “Bargellini mi protesse, disfecemi Funaro”, e “Questa tramvia tutti gli alberi porta via”, con un chiaro riferimento alle implicazioni ambientali della nuova infrastruttura. Altri messaggi denunciano l’effetto che la rimozione degli alberi avrà sui quartieri: “Meno ombra, più calore: grazie sindaca” e “Senza i nostri alberi, i nostri rioni non saranno più gli stessi”.

I lavori per la tramvia Libertà-Rovezzano, che dovrebbero partire nel 2026, non solo interesseranno i grandi Viali da Le Cure a Campo di Marte, da Coverciano al Gignoro, ma trasformeranno radicalmente il volto di interi rioni, riducendo le aree verdi e aumentando la temperatura urbana. Con l’avvicinarsi dell’inizio dei lavori, le proteste si intensificheranno, soprattutto considerando il legame che questi alberi hanno con la memoria storica e il paesaggio urbano di queste aree ai piedi delle colline di Fiesole.