Pomeriggio di paura in centro. Un extracomunitario cade in Arno dal pilone del ponte alla Carraia. È ora di metterlo in sicurezza?
Ieri pomeriggio, poco dopo le 15.30, è successo un’altra volta. Forse una passeggiata azzardata sul pilone del ponte alla Carraia e poi il volo in acqua.
L’uomo, un extracomunitario, è riuscito a raggiungere autonomamente la sponda idraulica del fiume, dove è stato raggiunto dai Vigili del Fuoco prontamente intervenuti.
Sul posto sono arrivati una squadra operativa, il mezzo nautico e il nucleo sommozzatori, che lo hanno assistito fino a riva. Dopo averne verificato le condizioni, lo hanno accompagnato nella zona della pescaia per risalire la spalletta, dove è stato poi affidato al personale sanitario per i controlli di rito.
Anche se non esiste una contabilità precisa e mancano statistiche ufficiali, cadute in Arno e salvataggi sono eventi tutt’altro che rari, soprattutto dai ponti centrali di Firenze e in particolare dal ponte alla Carraia.
Al di là dei tentativi di suicidio, il ponte è spesso teatro di bravate: pigne e piloni invogliano i più audaci — quasi sempre stranieri e frequentemente ubriachi — a passeggiare sopra le strutture, con conseguenti e prevedibili cadute accidentali.
Per fortuna, questa volta è andata bene. Ma dopo i ripetuti e mai portati a termine tentativi di garantire una reale messa in sicurezza, forse è arrivato il momento di ripensarci seriamente.
Perché un tuffo in Arno a Firenze, specie a gennaio e se non ti chiami Eugenio “genio” Giani, non è consigliato a nessuno.
