Da ieri il mercato rionale di Campo di Marte è stato spostato accanto alla pista di skateboard, sul lato Maratona, per favorire l’ennesimo albericidio funzionale al cantiere del Frankestein
Il mercato si sposta, ma “appena appena”. Solo 200 metri, garantisce il Comune, con lo stesso cipiglio convinto con cui assicura che anche gli alberi verranno “solo spostati”…
Con buona pace dei commercianti, che storcono il naso e che avevano già rifiutato la prima soluzione proposta: piazza Berlinguer, davanti al Mandela Forum. Motivo semplice e concreto: lì l’utenza sparisce.
Una decisione di fatto imposta, al di là delle parole di circostanza seguite al sopralluogo dello scorso dicembre, al quale hanno partecipato l’assessore allo Sviluppo economico Jacopo Vicini, i responsabili delle direzioni Attività Economiche e Servizi Tecnici del Comune di Firenze, le associazioni di categoria Confesercenti, Confcommercio e CNA, oltre a una rappresentanza degli ambulanti del rionale.
«È una soluzione necessaria all’avanzamento dei lavori per lo stadio» ha affermato l’assessore Vicini, omettendo però di specificare che per “avanzamento dei lavori” si intende il killeraggio di numerosi alberi sani per fare spazio alle gru.
Un trasferimento definito temporaneo — chissà per quanto, considerando i consueti lavori-lumaca — che però non convince molti. Anche perché le informazioni sullo spostamento sono state scarse e, per gli utenti più anziani, anche quei “soli” 200 metri rappresentano un ostacolo tutt’altro che trascurabile.
“Sul trasferimento del mercato di viale Fanti sono stati commessi errori e leggerezze che oggi producono effetti evidenti. Da tempo avevamo segnalato come anche uno spostamento di poche centinaia di metri potesse comportare una perdita significativa di utenza. Quelle preoccupazioni sono state liquidate come allarmismo o demagogia, ma purtroppo i fatti stanno dimostrando il contrario” dichiarano Alessandro Draghi, consigliere di Fratelli d’Italia, e Simone Sollazzo, consigliere di Fratelli d’Italia al Quartiere 2.
“Ribadirlo oggi non serve a cercare responsabilità, ma a guardare avanti. Dietro ogni banco del mercato ci sono lavoratori, famiglie e sacrifici quotidiani che meritano rispetto e risposte concrete. È necessario passare subito dalla fase degli errori a quella delle soluzioni, per mitigare gli effetti negativi dello spostamento.
In primo luogo, spiegano, è fondamentale una comunicazione chiara e capillare sulla nuova collocazione del mercato. Il Comune di Firenze dovrebbe utilizzare i propri canali ufficiali per informare i cittadini, perché ancora troppe persone non sanno dove si trovi oggi il mercato. Sarebbe inoltre un segnale importante se tutta la politica cittadina — dagli assessori ai consiglieri comunali e di quartiere — contribuisse attivamente a questa informazione, anche solo mostrando la nuova sede con foto e presenza sul posto.
In secondo luogo, va seriamente valutata l’attivazione di un servizio navetta, possibilmente comunale e con un operatore, pensato soprattutto per le persone anziane, così da superare quella distanza che oggi rappresenta un ostacolo concreto all’accesso al mercato. Allo stesso modo, sarebbe utile prevedere, a spese del Comune, l’installazione di una segnaletica o di un cartello nell’area del vecchio mercato che indichi chiaramente la nuova posizione.”
In Funarolandia funziona così: gli alberi cadono, i mercati traslocano, i cittadini si arrangiano. Tutto per il progresso, naturalmente.
Peccato che a pagare siano sempre gli stessi, mentre le gru avanzano e il quartiere arretra. Ma tranquilli: sono solo 200 metri. E qualche decina di alberi in meno.
