Il governatore per ora tace, mentre il capogruppo del centrodestra Alessandro Tomasi accusa: “Vorremmo capire cosa ha da dire Giani”
La vicenda che ha coinvolto Cristina Manetti, capo di gabinetto del presidente della Regione Toscana e oggi assessora regionale alla Cultura e al “diritto alla felicità”, continua a far discutere. Manetti è stata fermata dalla Polizia Stradale il 13 ottobre 2025, giorno delle elezioni regionali, mentre percorreva la corsia di emergenza sull’autostrada A11 (Firenze-Mare), all’altezza dello svincolo di Sesto Fiorentino, cosa che secondo la pattuglia della polizia stradale di Montecatini Terme, fu fatta nel tentativo di “eludere la coda dovuta all’intenso traffico”.
Secondo quanto ricostruito dall’opposizione e confermato dalla risposta ministeriale all’interrogazione parlamentare, pochi minuti dopo sul posto sarebbe arrivato anche il presidente Eugenio Giani, insieme al consigliere regionale Alessio Spinelli e a una terza persona a bordo di due auto civili, per informarsi sull’accaduto e sulle procedure per un eventuale ricorso.
Nella stessa giornata – come evidenziato nella risposta ad un’interrogazione presentata dalla deputata pratese del centrodestra, Chiara La Porta (FdI) – Manetti e Giani si recarono insieme in Prefettura a Firenze per chiarimenti sull’iter di sospensione della patente, un passaggio che ha sollevato più di una domanda sui tempi e sulle modalità dell’intervento istituzionale. Manetti ha pagato la multa da 430 euro il 10 novembre 2025, rinunciando al ricorso, mentre la sospensione della patente è stata disposta per due mesi a partire dal ritiro immediato.
A puntare il dito sulla scarsa trasparenza della vicenda è stato anche il capogruppo regionale del centrodestra, Alessandro Tomasi (FdI), che in un post social ha dichiarato: “Il capo di gabinetto Manetti, adesso assessore, è stata fermata dalla polizia stradale ed immediatamente è arrivato il presidente Giani. Lo stesso giorno sono stati ricevuti immediatamente dal prefetto, così come chiarito dall’interrogazione del nostro capogruppo Chiara La Porta.È lo stesso trattamento che viene riservato ad un normale cittadino che viene fermato per un controllo? È l’immagine che la politica deve dare? Io credo che sia iniziato nel migliore dei modi l’accordo tra PD e Movimento 5 Stelle che proprio al primo punto mettevano un patto per la legalità e la buona amministrazione per garantire maggiore trasparenza. In questa vicenda non c’è trasparenza e vorremmo capire che cosa ha da dire il Presidente della Regione.”
Il governatore Giani per il momento si è trincerato dietro un laconico “no comment”.
Foto: Copyright Fotocronache Germogli
Caso Manetti, interviene Tomasi: “È questa la loro idea di trasparenza? Ecco come PD e M5S inaugurano il loro governo della legalità”
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