“Il lavoro nel tessile negli anni è completamente cambiato. Adesso viene richiesta una sempre maggiore velocità, reattività, tempi di produzione ristretti, una qualità d’eccellenza. Per stare sul mercato bisogna investire ed è esattamente quello che stiamo facendo puntando su macchinari, risorse umane e in prospettiva sul ricambio generazionale”. Così l’imprenditore Andrea Borelli, titolare di Tessitura Italia, racconta l’evoluzione del distretto tessile. Parliamo di un’azienda nata nel 1994, che nel corso del tempo ha aperto quattro stabilimenti produttivi a Montemurlo e che oggi conta su 44 dipendenti. Un’azienda specializzata in tessuti cardati e colorati, che ha clientela fra Prato, Como e Biella. Lo stabilimento principale si trova a in via di Vittorio a Montemurlo, poi ne abbiamo uno in via Perugia per la tessitura a bianco cotoniero, uno in via Cellini per la tessitura a pettinato lana colorata e l’ultimo, aperto nel 2024, in via Lunga per la tessitura a campioni e piccola produzione.
“Grazie ai nuovi strumenti di verifica dei difetti sui tessuti viene richiesto di raggiungere un livello di lavorazione sempre più d’eccellenza – spiega Borelli -. Tessuti sempre più perfetti. Per questo stiamo investendo nei macchinari, potendo contare su strumentazioni di ultima generazione utili a tessere articolo più pregiati, con maggiore velocità e con il supporto dell’intelligenza artificiale che a monte va a sopperire a eventuali errori di impostazione. Poi abbiamo inserito figure giovani in azienda, così da anticipare il momento del ricambio generazionale. In questo modo i dipendenti più esperti tramandano il know how ai nuovi arrivati. Entro fine anno, inoltre, vogliamo ottenere le certificazioni Iso9001 e Iso14000”.
Il progetto per il futuro, a partire dal 2030, è quello di aprire un quinto stabilimento in provincia di Prato, con nuovi macchinari e assunzioni. “Proseguiamo negli investimenti perché continuiamo a credere nel settore tessile – conclude Borelli -. L’anno scorso, tra l’altro, sono entrati in azienda mia figlia Ilenia e mio nipote Alessio Calamai, studenti universitari che stanno già vivendo l’azienda. Anche perché per guardare al futuro è imprescindibile portare idee innovative e una visione proiettata al domani”.
