La totale improvvisazione e la mancanza di una seria programmazione dei lavori in città trovano la loro massima espressione nella farsesca vicenda emersa ieri sul cavalcavia dell’Affrico
La notizia comparsa lo scorso mercoledì sull’albo pretorio del Comune – dove per legge l’amministrazione deve informare i cittadini delle ordinanze emesse – ha fatto sobbalzare sulla sedia molti residenti di Campo di Marte, già soffocati dal traffico provocato, da una parte, dai lavori del Ponte al Pino e dall’altra, da quelli contemporanei del treno-tram novecentesco.
Lo stupore è arrivato quando hanno letto che da giovedì 12 marzo 2026 fino al 29 febbraio 2028 sarebbe stata chiusa una delle due corsie del cavalcavia ferroviario di piazza Alberti, oltre all’istituzione di un divieto di transito per i veicoli oltre le 26 tonnellate – limite che, peraltro, esiste già.
Un provvedimento motivato con “lavori e indagini sul cavalcavia dell’Affrico”, che ha mandato nel panico molti fiorentini e fatto arrabbiare il consigliere Lorenzo Masi, il quale, letti gli atti pubblici, si è subito allarmato per il caos e il traffico che il provvedimento avrebbe causato. Masi ha inoltre lamentato la mancanza, da parte del Comune, di “una comunicazione capillare” ai cittadini.
Peccato che tutto ciò non fosse vero. Lo hanno verificato fin dalla prima mattina coloro che sono transitati sul cavalcavia, regolarmente aperto in tutti e quattro i sensi di marcia. L’unica novità era un cartello che segnalava il limite di tonnellaggio, salvo poi arrivare, nel tardo pomeriggio, la comunicazione del dietrofront da parte del Comune.
Sul cavalcavia della piazza, infatti, il limite di tonnellaggio – che, lo ribadiamo, esisteva già – è stato definito “un provvedimento propedeutico all’avvio delle indagini necessarie”, si spiega, “per iniziare gli interventi di manutenzione che saranno realizzati dopo l’estate, evitando sovrapposizioni con altri lavori impattanti (il Ponte al Pino chiuderà da giugno a settembre)”. Inoltre, “rispetto a quanto erroneamente riportato nel provvedimento, non è previsto alcun restringimento di carreggiata”.
Qualcuno l’ha definito un pasticcio. Forse, però, sarebbe più corretto dire che si tratta dell’ennesima supercazzola con cui chi si occupa di traffico – ovvero un assessore e il suo tutor – crede di poter prendere in giro il mondo intero.
Sarebbe stato più semplice dire: ops, abbiamo sbagliato. Magari perché, non vivendo quotidianamente il traffico della città ci eravamo dimenticati dei lavori al Ponte al Pino.
Oppure la realtà è che il cavalcavia dell’Affrico avrebbe davvero bisogno di una verifica strutturale e non lo si dice per non congestionare ulteriormente il traffico?
Il mistero resta, come la figuraccia. Del resto, proprio questa piazza – con l’ipotesi, mai realizzata, di invertire la viabilità di via Mannelli nonostante i molti lavori fatti e le tante risorse dei fiorentini spese – rappresenta un altro esempio plastico del fallimento di questa amministrazione sul tema della viabilità.
