Rispolvera in grande stile la commedia dell’equivoco, la giunta Funaro, per la sua congenita incapacità di ascoltare e confrontarsi, che non fa eccezione nemmeno per le altre istituzioni cittadine: la segretario generale dell’Autorità di Bacino ha infatti lamentato, propiziata da una richiesta del consigliere Locchi (FI), che nei lavori sulle paratie mobili dell’Arno l’ente non è stato coinvolto e ha criticato varie scelte operative, come l’innalzamento delle spallette nonostante l’acqua sotto il Ponte alle Grazie sia relativamente bassa. Il tutto si è concluso, secondo il resoconto del Corriere Fiorentino, lasciando la palla nel campo della Soprintendenza. Lo stesso fa l’assessore Biti, che si trincera tout-court dietro di essa a proposito della vicenda del cubo nero e della sua coloritura, schermandosi dalle critiche degli uffici del Ministero della Cultura anche a proposito del caso San Gallo, riporta La Nazione Firenze. Soprintendenza che invece nega, insieme ai comitati, ogni consenso alla costruzione del parcheggio interrato al Cestello, mentre la novella dello stento del Ponte da Verrazzano si arricchisce di un nuovo capitolo: le «demolizioni parziali» che scongiurerebbero l’abbattimento ma, ovviamente, richiederebbero «mesi di lavori» e «disagi inevitabili», come se ce ne fossero pochi in città, in aggiunta all’anno e più che dovrebbe trascorrere prima di vedervi passare la tranvia. In piazza scenderanno anche, domani tra le 10 e le 17, i residenti di piazza Tanucci, insieme a CGIL, ANPI, PD, AVS, Sinistra Progetto Comune e Firenze Antifascista, contro l’apertura della sede di Futuro Nazionale, anticipa anche qui La Nazione Firenze insieme al Corriere Fiorentino. Si prevedono, dicono sul posto, addirittura 200 presenze: ma l’educazione dei propri figli «al rispetto dell’altro», senza posto «per chi promuove teorie come la remigrazione o la discriminazione del diverso» come si conciliano coi problemi d’ordine pubblico generati da quei «diversi» (ma non eravamo tutti uguali?) incapaci di integrarsi e rispettare essi l’altro che li accoglie? Di ciò abbiamo esempio fresco ed ennesimo non lontano da piazza Tanucci: di nuovo in via della Scala un altro turista americano è stato fermato in bicicletta e aggredito da due tunisini, che con una sprangata lo hanno derubato di cellulare e portafogli facendolo finire a Careggi. Il 23enne e il 20enne senza fissa dimora, oltretutto già noti alle forze dell’ordine, sono stati fortunatamente rintracciati grazie alle telecamere e scovati all’Osmannoro «in una dimora di fortuna». Attualmente si trovano a Sollicciano, informano La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze. Oltre alla sicurezza, la paura attanaglia però le nostre genti anche per quanto riguarda crisi e lavoro: lo afferma una ricerca CEVOST condotta durante l’ultimo anno e riportata sul Corriere Fiorentino, dalla quale emerge che il 47.6% dei toscani si è dichiarato «spesso o sempre preoccupato», un dato che si accompagna a un 44% che «vive con stress o ansia», un 32% che «prova frustrazione e rabbia» e a un 22% «solo e isolato». In quest’angoscia hanno un peso non irrilevante le difficoltà economiche personali o familiari (23.5%: il 22.8% dei giovani teme per il lavoro che non trovano o che non basta, sullo sfondo di un 39.5% di nostri corregionali che ritengono insufficiente il proprio reddito, dei quali il 33.5% «fatica ad arrivare a fine mese» e il 6% «non riesce nemmeno a coprire le spese essenziali), il futuro dei figli (15%) e la situazione italiana (13.3%). A corroborare questo sentire comune, su La Repubblica Firenze leggiamo che tra il 2010 e il 2024 nell’artigianato si sono persi ben 28.000 posti di lavoro, mentre i lavoratori di Luisaviaroma hanno scioperato ieri davanti al negozio sotto le bandiere della FILCAMS CGIL, temendo anche loro per il proprio avvenire e invocando, col sindacato, un piano industriale per il rilancio. Che tuttavia, senza le industrie, sarà di difficile realizzazione. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli

