Cronache di degrado andante: proteste alle Cure e in viale Redi, tra compressione di spazi e nuovi parchi già occupati. La Firenze sui giornali di venerdì 28 marzo

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Un venerdì all’insegna di proteste e problemi, quello dell’odierno 28 marzo: alle Cure gli operatori del mercato protestano contro la leggerezza nella proclamazione delle allerte e delle conseguenti decisioni, dal momento che quella per il 14 e 15 marzo ha comportato lo spreco di un gran quantitativo di prodotti freschi mentre altre attività commerciali sono rimaste comunque aperte. L’articolo è della Nazione di Firenze, che ha rilanciato le analoghe rivendicazioni di commercianti e residenti di viale Redi, dove la clientela della pasticceria Dazzi è calata del 30% da quando sono iniziati i lavori, quella della profumeria e centro estetico Beauty Planet addirittura del 40% perché, complice anche un divieto di sosta con cui si pensava di “recuperare una corsia”, le clienti addirittura disdicono gli appuntamenti perché non trovano parcheggio. La viabilità, in generale, ne risente parecchio: anche per gli operai, che spesso sono mancati generando ritardi a cui la successiva e arbitraria decisione di procedere per lotti anziché con un cantiere unico ha contribuito. Lavori anche a Sant’Agostino, dove pare essersi chiarita la vicenda del ristorante, che invece si sposterà da un numero civico all’altro per sopraggiunta indisponibilità del fondo. Il Corriere Fiorentino, oltre al trafiletto su quest’ultimo aggiornamento, ci offre due mirabili esempi di come le due ultime giunte targate PD siano particolarmente avvezze alla disciplina dello “Sberleffo al Cittadino”: quello che Dario Nardella volle presentare, in campagna elettorale, come «suo ultimo regalo alla città», ovvero il nuovo Parco Michelangelo, vede già sfondato il muro del casotto, prontamente divenuto residenza per senza fissa dimora. Dimora che fin troppo fissa diventa invece per i residenti di San Pierino, con i dehors che con la bella stagione in arrivo prendono ad allargarsi rendendo impossibile la circolazione (il tutto, manco a dirlo!, col permesso del Comune), con l’immancabile contributo degli abusivi e l’altrettanto immancabile difficoltà nell’utilizzare lo strumento di verifica della regolarità del dehors per il cittadino. C’è però chi il dehors rischia definitivamente di perderlo: è il caso del ristorante Il Cantuccio di Calenzano, particolarmente colpito dal maltempo, e del quale rischiano il posto di lavoro 7 dipendenti. La sua storia è stata raccontata dalla Nazione fiorentina. Tornando in centro, divide e scatena forti contrarietà la decisione della ZTL notturna, tra chi teme ulteriori ostacoli per le attività commerciali e la «morte del centro» e chi invece pone, finalmente!, l’accento sulla tutela dei residenti, alcuni dei quali sono dovuti fuggire verso la provincia per riacquistare una qualità di vita decente dopo le continue notti brave di turisti e studenti americani. Ne ha parlato in dettaglio La Nazione Firenze. Sul fronte affitti brevi, è scattata la prima multa: mille euro per mancata esposizione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) imposto a chi ne fornisce. La notizia è della sezione fiorentina di Repubblica. Il Corriere Fiorentino, invece, lancia l’allarme: non solo vino, anche l’automotive ora rischia per i dazi di Trump. 6.000 i posti a rischio nel settore, in cui la Toscana risulta quarta a livello nazionale per le esportazioni. (JCM)

 

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