Cubo nero, ci sono i primi indagati! Fuoco di fila delle minoranze: Sabatini continua a mordere, per Eike Schmidt non è solo un problema di “armocromia”

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Si riaccende la polemica

 

“Finalmente, stiamo progressivamente arrivando alla resa dei conti e, nonostante i tentativi di non parlarne mai, la verità sta emergendo”. Questo il commento a caldo di uno dei protagonisti della vicenda, Massimo Sabatini (Lista Schmidt), impegnato fin dall’inizio per fare chiarezza.

“Tuttora quell’opera non ha né padre né madre – incalza Sabatini -: il sindaco di prima ha detto che non l’avrebbe mai fatto, quello di oggi idem e il soprintendente di allora non si ricorda nulla. Quanto volete che regga ancora questo particolare racconto? Poco!”

“Ho cercato di dare il mio contributo proponendo a settembre l’attività di indagine in commissione: bocciata. Sono andato allora a cercarmi tutti i documenti da solo ed ho messo in luce la mancanza del verbale di rispetto delle prescrizioni e condizioni dettate dall’autorizzazione paesaggistica”, ricorda ancora.

“L’ho chiesto in tutte le sedi e in tutti modi: ma non mi è mai stato fornito. Anzi è stato aperto un percorso di verifica documentale – rende noto il consigliere – che ha prodotto un inedito e gravissimo scontro istituzionale fra Comune e Sovrintendenza”.

“Oggi tutti giocano a scaricabarile e nessuno pensa alla soluzione, soluzione che invece chiede la città e che non potrà che partire dalle modifiche necessarie sull’immobile. La mia lotta in consiglio comunale con l’assessore all’urbanistica e con i documenti della direzione comunale rappresenta il desiderio di chiarezza dei Fiorentini verso questo problema che è l’immagine di come la politica del PD ha trasfigurato Firenze. Per come la vedo io, le responsabilità sono prima politiche che tecniche e amministrative”, conclude Sabatini.

Dura anche la presa di posizione di Fratelli d’Italia: “Alla ripresa dei lavori consiliari dopo la pausa estiva, nel primo Consiglio comunale utile, il centrodestra organizzò una dimostrazione per richiamare l’attenzione dell’amministrazione su un intervento che presentava profili di rilievo non solo estetico, ma urbanistico, paesaggistico e di tutela del contesto storico. Quella iniziativa maturò anche a seguito del diniego, da parte della Presidenza e dell’amministrazione, della richiesta di prevedere uno spazio dedicato in aula affinché la Sindaca potesse riferire e chiarire l’iter e le valutazioni che avevano condotto alla realizzazione dell’opera. Sul piano degli strumenti istituzionali, alla dimostrazione politica seguì l’attivazione di accessi agli atti: Fratelli d’Italia presentò immediatamente le proprie istanze di acquisizione documentale e analoghe iniziative furono promosse anche da altri gruppi di centrodestra, tra cui la Lista Schmidt, a conferma di una sensibilità condivisa sul tema e della necessità di massima trasparenza. Oggi, alla luce degli sviluppi giudiziari riportati dalla stampa, riteniamo ancora più doveroso che l’amministrazione riferisca in Consiglio, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, ma con la responsabilità politica e amministrativa di garantire chiarezza verso i cittadini”.

Si fa sentire nuovamente anche l’ex direttore degli Uffizi, che sul Times aveva sollevato il problema nei mesi scorsi, paventando la possibile perdita dello status Unesco. “Il cubo nero – afferma Eike Schmidtè una ferita aperta, un insulto a una città che ha costruito bellezza e ha detto un canone di estetica. Ci sono sicuramente delle responsabilità, tutte da accertare e appurare fino alla fine, sia da parte di chi ha fatto i lavori – e ha cambiato colore e altezza – sia da parte di chi avrebbe dovuto – prima, dopo e durante – controllare il cantiere e lo svolgimento dei lavori. Mi auguro che la proprietà sia adesso costretta a cambiare non solo il colore del cubo. Non si tratta infatti meramente di un problema di ‘armocromia’, come da mesi viene paventato dalla sindaca, ma è necessario soprattutto abbassare l’altezza del fabbricato di almeno un piano. L’edificio rimarrà brutto ma almeno non sarebbe più visibile da tutte le parti, così da non violare più la prospettiva storica di Firenze e il suo bellissimo skyline”.

Anche consigliere Santarelli (Gruppo Misto-Noi Moderati) non risparmia critiche, in particolare alla sindaca Funaro: “Oggi dispiace ancora di più il mancato confronto con la Sindaca al primo consiglio comunale post pausa estiva, come è stata negata la possibilità di un’attività di indagine in Commissione. La notizia di oggi attiene gli sviluppi processuali, che coinvolgono due componenti della Commissione Paesaggistica. Il problema della cubatura attiene invece gli uffici dell’Urbanistica. La Magistratura farà il suo corso, mentre noi siamo ancora orfani di un legittimo confronto politico, e non meramente documentale, sul tema per appurare responsabilità, corresponsabilità, controlli”.

++ In aggiornamento ++

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