Quando si vuole, le soluzioni si possono trovare e anche in tempi brevi: è la lezione che ci giunge da viale Michelangelo, l’ira dei cui residenti in seguito ai recenti accoltellamenti nel centro accoglienza ha portato immediatamente al trasferimento di uno dei ragazzini ivi ospitati e alla programmazione di quello del centro stesso: l’articolo dedicato da La Nazione Firenze ha raccolto a corredo le testimonianze di alcuni cittadini, che ricordano come negli ultimi tempi quella che fu una «zona bene» vede adesso circolare «strani soggetti» e che è assurdo il ripetuto verificarsi di episodi simili dopo l’incendio del 2024. Nel Quartiere 1 ben sedici comitati rispolverano la proposta del vigile di quartiere e dei punti di ascolto tra agenti e cittadini, istituiti in grande stile nel 2017 ma presto abbandonati per l’inazione che seguiva alle denunce, rammenta il Corriere Fiorentino. Nei parchi cittadini, tuttavia, è stato attivato un programma di controllo e vigilanza tramite volontari civici a coadiuvare la Municipale e pagati, si legge su La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, tramite rimborsi spese. Le uniche cose che potranno fare, tuttavia, sono «presenza e sensibilizzazione per comportamenti corretti, presidio qualificato di mancato decoro, arredi danneggiati o situazioni di criticità [?], raccogliere segnalazioni, mediare nei conflitti e dissuadere da condotte illecite». Come, non è dato sapere: la descrizione dei compiti non è molto incoraggiante. Altra criminalità, per certi versi forse più grave, si riscontra nel danno erariale da 10 milioni di euro per i sovrapprezzi incassati dall’ex concessionario agli Uffizi e negli altri musei fiorentini principali con la vendita dei biglietti: ne hanno parlato La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze. Ma ancor meno incoraggiante è l’ombra del rincaro dei prezzi delle materie prime, di cui parlavamo ieri, nel contesto dei lavori allo stadio, laddove compaiono peraltro «maxi colonne» e scompare lo storico pennone sulla Maratona: ovvio pensare a ingenti rallentamenti, nonostante e verrebbe anzi da dire soprattutto vista la sicumera dell’amministrazione, prontamente incalzata dai consiglieri Sabatini (Lista Schmidt), Mossuto (Lega) e Casini (Italia Viva), tutti concordi nel ritenere altamente improbabile la già generica data del 2029 per la fine delle ristrutturazioni. Questi ultimi sono il filo conduttore tra gli articoli su ciò incentrati delle due testate succitate e quello in cui il Corriere Fiorentino informa del carattere probabilmente definitivo della chiusura, avvenuta due mesi fa, dello storico benzinaio alle Due Strade. Esisteva da 44 anni ma non ha resistito al nuovo feticcio delle case di lusso. Chi però si accontenterebbe di averne una normale deve vedersi, è inchiesta dello stesso giornale, col 46% dello stipendio divorato dall’affitto: difficile possa sortire effetto l’ennesimo pur accorato appello di CGIL e Comitato Salviamo Firenze. I soldi sono al centro anche di uno scontro tra ATO e Alia, per un documento di tre mesi fa saltato fuori dagli archivi della prima in cui si contestava alla seconda la «poca chiarezza» dei suoi calcoli relativamente ai «costi caricati in bolletta» dall’appropriazione del servizio idrico nella multiutility: se ne è occupato Il Tirreno Firenze in un interessante articolo. Da parte sua, però, il più grande sindacato italiano sta conducendo una battaglia su più fronti, anche “internazionali”: a Scandicci contro i licenziamenti di McQueen che colpiranno 54 dipendenti sui 181 delle sue aziende e 10-15 su 40 nella sua filiale in loco, mentre a difesa dei lavoratori del British Council la polemica è con Anna Paola Concia, coordinatrice del comitato organizzatore della fiera dell’innovazione scolastica nonché ex parlamentare del PCI, rea di aver fatto togliere dallo stand dell’organizzazione britannica uno striscione di denuncia dei 100 licenziamenti in programma: si sono occupati, delle due vicende, La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino. Continua anche la lotta contro la riconversione delle aziende della moda al settore della difesa: il sindacato si oppone a «scelte avventate», richiede «tutela e rilancio» ed esorta a «innovare, investire, diversificare senza snaturare le capacità professionali»; ma, apprendiamo sempre da La Nazione Firenze, c’è in ballo anche la “riconversione” della bistecca da cibo iconico della cucina fiorentina a piatto da «pranzo veloce» a 19€. La curiosità di indagare sulla qualità effettiva della carne c’è, ma forse è meglio contenerla. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
