I cittadini esasperati scendono di nuovo in piazza: sit-in e corteo contro spaccate, spaccio, aggressioni e un clima di paura che tocca donne, famiglie e commercianti, con accuse dirette all’amministrazione per il rimpallo di responsabilità sulla sicurezza urbana
Oggi i comitati fiorentini si sono radunati in Piazza Puccini per un sit-in di protesta contro l’aumento della criminalità e del degrado urbano nel quartiere di San Jacopino e nell’intera città. L’evento, organizzato con un ritrovo alle 14:30 nell’area del mercato, ha visto la partecipazione di numerosi comitati cittadini, tra cui Aria Nuova per Firenze, Ribella Firenze, Abusivismo e Degrado, Firenze Vera e il Comitato Quartiere 4. I manifestanti hanno espresso frustrazione per una situazione che, secondo loro, è ormai da fin troppo tempo “fuori controllo”, con appelli diretti alle istituzioni locali per interventi immediati.
La protesta nasce da un crescendo di episodi di criminalità che hanno colpito il rione di San Jacopino negli ultimi mesi. Simone Gianfaldoni, portavoce del Comitato Cittadini Attivi San Jacopino, ha lanciato l’allarme già nei giorni scorsi: “La situazione sicurezza è degenerata”, ha dichiarato, denunciando “spaccate ovunque: ai negozi e alle auto, e poi scippi, spaccio e aggressioni”. Il malcontento è radicato in una serie di incidenti recenti, tra cui furti, aggressioni e persino un grave episodio di violenza sessuale ai danni di un ragazzo di 17 anni sulla tramvia, che ha scosso la comunità. I comitati coinvolti accusano le istituzioni di inerzia e di un rimpallo di responsabilità, con critiche trasversali a prescindere dal colore politico.
Durante il sit-in, diversi attivisti hanno preso la parola, condividendo testimonianze personali e appelli accorati. Gianfaldoni ha mosso un attacco diretto: «Mi hanno chiesto di candidarmi con loro a consigliere di quartiere, promettendomi voti. Ho detto no, non mi rispecchio nel loro atteggiamento sulla sicurezza. Da lì mi hanno chiuso le porte. È la peggiore amministrazione che Firenze abbia mai visto!».
Francesca Caroti (Abusivismo e Degrado) ha descritto un’escalation spaventosa: «L’escalation che c’è adesso è pazzesca. Persone che assalgono, spesso di seconda generazione, e nessuno lo fa più a mani vuote, spesso hanno armi. Da donna che abita a 100 metri da qui, non posso sentire che un ragazzo di 17 anni è stato violentato sulla tramvia. Qui si è toccato il fondo, toccare i ragazzi è vergognoso. Il degrado non ci deve assuefare. Basta scuse come “era ubriaco”. È come dire la stessa cosa per una ragazza violentata. Non è più questione di colore politico: sinistra, centro o civica, devono garantire rispetto e sicurezza».
Alberto Martini (Aria Nuova per Firenze) ha accusato duramente le istituzioni: «Il cittadino è oppresso da un rimpallo di competenze e da lotte ideologiche. La sicurezza viene strumentalizzata dalla politica, ma al cittadino interessa solo averla, non come arriva: con il Taser o con l’integrazione, non importa. Tutto ciò che succede a Firenze è responsabilità diretta di chi amministra la città. Sentire la sindaca dire che la sicurezza non è competenza del sindaco è inaccettabile e vergognoso. Ha chiesto i voti, è stata eletta, prende uno stipendio per risolvere i problemi, inclusa la sicurezza. Voglio un sindaco che garantisca fatti, non promesse. Se la sindaca Funaro pensa che non sia di sua competenza, faccia un passo indietro e lasci il posto a chi ha il coraggio di affrontare il problema. Firenze merita di più, forse anche i suoi se ne stanno accorgendo».
La manifestazione di oggi ha dimostrato che la pazienza dei residenti di San Jacopino e dei quartieri vicini è al limite. I cittadini chiedono fatti immediati: una città che torni a essere guidata con competenza, responsabilità e serietà.

