In un’intervista a Francesco Franchi, figlio del fu Artemio, pubblicata su La Nazione Firenze di oggi, è citata in apertura la nostra goliardica rinomina dello Stadio Artemio Frankenstein, senza purtuttavia menzionarne gli autori. «Una goliardia che non diverte», «fa male, è una ferita», il commento del diretto interessato: comprendiamo sicuramente le ragioni affettive e familiari, certamente da intendersi come non offese dal momento che mai si è trattato di un attacco personale o alla memoria, ma pensi Franchi junior a quanto possa far male a noi come cittadini vedere non solo lo stadio, ma una città intera sventrata da una giunta incapace e non votata non solo dai nostri collaboratori e redattori, ma neanche dalla maggioranza degli aventi diritto. È solo salendo dal particolare al generale che si può avere una visione d’insieme quanto più possibile vicina al vero: emblematico è il «pasticcio» (la definizione è del Corriere Fiorentino) del Comune sul cavalcavia di piazza Alberti, il cui parcheggio peraltro è stato colpito da un incendio nei giorni scorsi: la nota relativa a «Lavori e indagini sul Cavalcavia dell’Affrico» sanciva un restringimento di carreggiata con la chiusura di una delle due corsie per senso di marcia da ieri fino al 29 febbraio 2028, con annesso divieto di transito per i mezzi superiori alle 26 tonnellate. In seguito è arrivata un’errata corrige che annullava il restringimento di carreggiata, mai entrato in vigore, e confermava il divieto, che però è presente da sempre. I lavori, fa sapere La Nazione Firenze, che sono l’unica cosa vera di tutto ciò, inizieranno dopo l’estate per non sovrapporsi a quelli di Ponte al Pino; salta su il consigliere Masi (M5S), che giustamente denuncia la «mancanza di trasparenza dell’amministrazione» anche nelle comunicazioni. I pentastellati sono andati all’attacco anche sull’aeroporto di Peretola in sede europarlamentare, con un’interrogazione alla Commissione Europea la quale ha risposto di non essere stata informata da Toscana Aeroporti sul parere ambientale previsto, si apprende dal Tirreno. Riaffiora intanto la rivendicazione della moratoria sull’urbanistica, in forma stavolta non di un tumulto ma di un semplice appello da parte del Comitato dei Ciompi, che peraltro afferma apertamente, citato sul Corriere Fiorentino, di non essere «un movimento politico che vuole abbattere il governo della città» (pessimo omaggio al nome: quanto invece ce ne sarebbe bisogno!) ma riconoscendo che la giunta «rifiuta il dialogo con chi ha un punto di vista critico» e chiedendo però chiaramente «un cambiamento di rotta». In via San Iacopo, però, è dubbio persino «su chi deve i pagare i lavori» al fosso, se il Comune o Publiacqua: il consigliere Luchi (Cittadini per Fiesole) ha chiesto lumi. È scontro all’Educandato del Poggio Imperiale tra docenti e consiglio d’amministrazione, la cui recente nomina ha suscitato non poche «preoccupazioni», si evince dalla lettura di Repubblica Firenze, anche per la situazione estremamente precaria in cui versano le sue finanze: una perdita di 4 milioni di euro tra il 2018 e il 2024 e un buco di 819.000€ da 216.000 che già erano. Nel mirino anche la collaborazione col Centro Studi Machiavelli, think tank vicino alla Lega. Dall’altra parte, su Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino ricorre la parola «boom» in due titoli a proposito, rispettivamente, dei prezzi per le case «da Novoli all’Isolotto» (vi si arriva fino a 5.000€/m² per la vendita e a 600€ al mese per una camera doppia; «in aumento anche Campo di Marte, Careggi, Rifredi, Gioberti e Peretola») e dei reati commessi dai minori, «aumentati di sei volte in dieci anni»: un dato, questo, cercato di spiegare come «frutto di disagi affettivi» dall’avvocatessa Ilaria Usai in un’intervista ad esso rilasciata e riecheggiato nelle coltellate interne al centro accoglienza di viale Michelangelo, raccontate da La Nazione Firenze, e nella «crescita costante» delle aggressioni ai sanitari, incrementate del 51% nel 2025 rispetto al 2024 secondo dati preliminari AMSI-UNEM riportati sul Corriere stesso. A proposito di «boom», però onomatopeici, la guerra nel Medio Oriente ha paralizzato completamente Dubai, città tra le più colpite dalle rappresaglie iraniane, e a cascata Arezzo che con essa commercia nel settore della gioielleria: a rischio 800 milioni di euro di esportazioni e 1.200 aziende con 10.000 addetti in tutto. Allarmate CNA e Confartigianato, che chiedono l’intervento di Roma «con aiuti concreti» (Corriere Fiorentino), domandati anche per l’anomalo aumento dei prezzi delle materie prime nell’edilizia, dal ferro al cemento passando per l’acciaio, per lo stesso motivo (La Nazione Firenze). Parallelamente a una visita di bambini ucraini al Passante, brevissimamente riportata dal Tirreno Firenze, altrettanto brevemente La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze danno notizia del conferimento delle chiavi della città al sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko. Sebbene sia da notare lo strano tempismo, vista la recentissima rimozione della statua di Pinocchio dalla capitale ucraina, non si può non far presente come Klitschko sia uno dei più accesi oppositori di Volodymyr Zelensky, di cui ha denunciato a più riprese l’autoritarismo ammettendo anche, nel contesto del conflitto con la Russia, il successo dei colpi dei missili russi, la crisi umanitaria che attanaglia la città e la stanchezza diffusa tra i cittadini: tutti aspetti della realtà che stridono veementemente con la narrazione ufficiale della propaganda ucraina, che dipinge un Paese “libero, democratico e vittorioso su un invasore più debole di quanto sembri”. L’occasione della sua premiazione a Palazzo Vecchio, che si svolgerà il 20 marzo, è data dal sessantesimo anniversario dell’alluvione, alle cui vittime arrivò proprio da Kiev, città gemella dal 1963, quand’era una Kiev ben diversa e soprattutto da tempo denazificata. Altri “boom”, chiudendo la parentesi e anche queste righe, si può udirlo rumorosamente in via Spoleto, «ostaggio della mala movida» a causa di una dozzina di peruviani («a volte arrivano a 50») nei fumi dell’ubriachezza molesta dopo le partite di calcio a 7, ma nel mondo del lavoro è invece il tonfo sordo della caduta in una voragine da riempire con 64.000 posti di lavoro tra sanitari, camerieri e operai qualificati, nel contesto di un tavolo fatto saltare dal predominio sempre più schiacciante dei tecnici dell’intelligenza artificiale: entrambi sono stati registrati da La Nazione Firenze. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
