La proposta di Confartigianato Firenze: “Subito un tavolo per coordinare azioni in difesa delle nostre pmi”.
“Già da oggi in fumo diverse migliaia di euro”. Sono i primi effetti della tempesta di dazi che si abbatte prima sulle imprese piccole e medie vocate all’export come la Fornace Masini, che produce il celebre cotto fiorentino. “I dazi al 20% – spiega Costanza della storica Fornace Masini di Impruneta (FI) – pesano molto e, per noi, il mercato statunitense da solo vale circa il 30%”. “Siamo preoccupati – confessa Masini, presidente di Donne Impresa Confartigianato – anche se con una produzione di nicchia come la nostra, apprezzata per qualità e pregio, possiamo mantenere quote di mercato”. Ma i problemi restano e a pagarne il conto sono i più piccoli, almeno per ora. Primo mercato per 43 prodotti Made in Italy, gli Usa – si apprende da un report di Confartigianato – sono stati negli ultimi anni un mercato di riferimento anche per le micro e piccole imprese, in particolar modo alimentari, moda, legno, metalli, per un valore di circa 17,9 miliardi; la Toscana, inoltre, è al terzo posto in Italia per esportazioni verso gli Stati Uniti. “La mossa dell’attuale amministrazione Usa – spiega Serena Vavolo, presidente di Confartigianato Imprese Firenze – segna un giro di boa nell’economia mondiale. Bisogna fin da subito adottare provvedimenti protettivi verso le nostre pmi artigiane. Di fronte a un’offensiva di dazi così concentrata e così forte, che avrà effetti a caduta su tutto il circuito mondiale – il sismografo delle borse registra i primi contraccolpi -, dovremo saperci costruire nuovi mercati e nuovi sbocchi per prodotti artigiani di valore”. “La nostra proposta – prosegue Vavolo -, che rivolgiamo anche alle Istituzioni cittadine, è quella di attivare un tavolo per l’export e per la difesa delle pmi così da coordinare una risposta adeguata”.
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli