Deficit della sanità toscana: Giani promette 100 Milioni, ma sono soldi nostri. E la Ragioneria di Stato parla di un buco di 240 milioni

GERMOGLI PH: 22 MAGGIO 2025 FIRENZE INAUGURAZIONE DEL NUOVO PARCHEGGIO SCAMBIATORE DI VIALE EUROPA NELLA FOTO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA EUGENIO GIANI

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Soldi presi dalle tasche dei cittadini: l’aumento dell’addizionale Irpef in Toscana negli ultimi anni è la vera fonte per finanziare il sistema sanitario regionale

 

Di Roberto Vedovi

Il governatore della Toscana Eugenio Giani ha recentemente annunciato l’intenzione di destinare 100 milioni di euro per coprire il disavanzo delle Asl regionali, sollevando un dibattito sulla reale portata del problema sanitario nella regione. Tuttavia, se da un lato le parole di Giani potrebbero sembrare una soluzione tempestiva e generosa, la situazione finanziaria della sanità toscana è ben più complessa di quanto un semplice annuncio possa far apparire.

I fondi promessi non sono, infatti, una risorsa che “appare” magicamente nelle casse della Regione, ma derivano, in gran parte, dall’aumento dell’addizionale Irpef regionale già attuato negli ultimi tre anni. Questo incremento delle imposte, che ha colpito direttamente i cittadini toscani, rappresenta l’unica fonte di risorse per affrontare il deficit sanitario. In questo senso, l’intervento di Giani non sarebbe altro che un semplice riassorbimento di denaro proveniente dalle tasche dei contribuenti, senza una reale iniezione di nuove risorse nel sistema.

Ma la questione va oltre la gestione delle finanze: coprire il disavanzo è un obbligo di legge, non una scelta. La necessità di raggiungere il pareggio di bilancio in sanità è imposta da normative nazionali e regionali, con l’obiettivo di evitare il commissariamento del sistema sanitario regionale, un passo che sarebbe inevitabile senza un intervento strutturato. Per questo motivo, la promessa di Giani non va intesa come un atto di generosità, ma come una misura necessaria per evitare il collasso del sistema.

Tuttavia, a rendere ancora più confuso il quadro finanziario sono i numeri contrastanti tra la Regione e la Ragioneria dello Stato. Mentre il presidente della Toscana parla di un disavanzo da colmare con 100 milioni, la Ragioneria dello Stato stima che il buco delle Asl potrebbe superare i 240 milioni nel 2024. Questa discrepanza solleva seri interrogativi sull’effettiva entità del problema e sulla capacità della Regione di affrontarlo in modo adeguato.

Se la Regione non è in grado di allineare i propri numeri a quelli forniti dalle istituzioni centrali, l’interrogativo principale rimane: quanto è davvero trasparente la gestione finanziaria in Toscana? Finché i conti tra la Regione e lo Stato non saranno concordi, la vera sfida non sarà tanto colmare il disavanzo, ma risolvere il “buco” della chiarezza e della trasparenza che ancora oggi affligge la sanità regionale.

Foto: Copyright Fotocronache Germogli