Firenze Democratica denuncia una contraddizione strutturale: la promozione di modelli urbani sostenibili mentre si autorizzano nuove edificazioni per decine di migliaia di metri quadrati
Firenze Democratica punta il dito contro Alia Plures, denunciando una contraddizione di fondo tra le iniziative pubbliche e le operazioni immobiliari autorizzate: “Ci ha colpito vedere di recente Alia Plures promuovere un’iniziativa sulla cosiddetta ‘Città Spugna’ – ovvero quel modello di città che si basa su terreni drenanti e si pone contro al consumo di nuovo suolo – posto che, all’inizio di questo mandato, con un protocollo approvato dalla giunta comunale nell’ottobre 2024 ha ottenuto dai suoi soci Comune di Firenze e Comune di Sesto Fiorentino la possibilità di edificare nuove costruzioni per oltre 40.000 mq complessivi”, dichiarano gli esponenti del gruppo, sottolineando come una parte significativa, pari a 15.000 metri quadrati, sia prevista nell’area di via Baccio da Montelupo, in prossimità dell’attuale sede della società.
Un tema che si complica ulteriormente alla luce delle risposte fornite dall’assessore alle partecipate durante il question time, secondo cui Alia non avrebbe ancora formalmente avanzato richiesta per l’intervento su Firenze mentre sarebbero già attive le procedure urbanistiche nel territorio di Sesto Fiorentino, un quadro che per Firenze Democratica resta poco chiaro anche sul piano contabile: “L’assessore ci ha altresì risposto che quel diritto edificatorio non sia stato inserito a bilancio di Alia Plures, quando avevamo compreso il contrario durante l’audizione del presidente di Alia in commissione controllo lo scorso Gennaio, e pertanto avremo modo di svolgere ulteriori verifiche al riguardo”, affermano. Una discrepanza che apre interrogativi sulla reale valorizzazione economica di tali diritti, soprattutto considerando che il protocollo sarebbe stato siglato in cambio della rinuncia da parte della società a richieste di risarcimento legate alla mancata realizzazione del termovalorizzatore e al conseguente ritiro del ricorso al TAR contro Città Metropolitana e Regione Toscana.
Una dinamica che, secondo Del Re e Piccioli, rischia di spostare l’asse strategico dalla gestione industriale del ciclo dei rifiuti verso operazioni immobiliari: “Ci pare strano che a quel diritto edificatorio non sia corrisposto un valore economico”, insistono, mentre denunciano anche la mancata possibilità, negli ultimi due anni, di approfondire il contenuto del protocollo in commissione ambiente nonostante ripetute richieste rimaste senza esito: “Abbiamo più volte chiesto in questi 2 anni alla presidenza della commissione ambiente di audire Alia in merito a quel protocollo, ma senza successo. Continueremo a chiederlo”.
Da qui una critica più ampia che investe la visione complessiva: “Ad ogni buon conto, il messaggio che passa da quel protocollo è che invece di pensare a realizzare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti per chiudere il ciclo dei rifiuti dentro i principi dell’economia circolare insieme agli enti locali, che sono anche i propri soci pubblici, Alia sia dietro ad operazioni immobiliari, e ciò anche per evitare le responsabilità connesse ai suoi stessi soci pubblici”, una lettura che riporta al centro l’annosa vicenda del termovalorizzatore e che, secondo Firenze Democratica, si starebbe chiudendo “sacrificando il nostro suolo”: “che ci siano risparmiate, allora, almeno le iniziative sulla Città Spugna, perché a farne le spese di tutto questo è proprio il nostro ambiente, ovvero tutte e tutti noi e soprattutto le future generazioni, i cui diritti, proprio la costituzione è intervenuta recentemente a tutelare quando ha inserito il diritto all’ambiente in costituzione”.
