Dello strano concetto di “legalità” a fasi alterne della giunta Funaro fa le spese lo storico Jazz Club di via Nuova de’ Caccini, dopo il discopub Pink di via de’ Servi (ricorda La Nazione Firenze): chiuso sull’onda emotiva dei fatti del Crans-Montana a seguito di «accertamenti» su dipendenti impiegati a nero, scarsità di condizioni igenico-sanitarie e presenze ammontanti al doppio della capienza, spiegano anche La Repubblica Firenze e Il Tirreno Firenze, la sindachessa Funaro ha annunciato disponibilità per un tavolo di confronto coi gestori, determinati invece a fare ricorso (La Nazione Firenze). Più pelosa e retorica, invece, la sua solidarietà nei confronti della 24enne molestata e brutalmente aggredita in via Valfonda, alle cui frettolose parole di vicinanza si è associata una più precisa condanna delle «strumentalizzazioni delle opposizioni», ricordando la presenza del presidio militare in zona (e cosa stava facendo in quei terribili momenti?) ed esclamando che «Firenze non si gira dall’altra parte». Il che invece, per tragica ironia della sorte, è letteralmente quello che la ragazza ha denunciato essere accaduto mentre gridava aiuto: ne hanno parlato La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Una scena analoga si è verificata all’Isolotto ieri mattina tra peruviani: un 29enne ha riconosciuto i connazionali che l’avevano derubato in nottata, pare di soldi e cellulare, in un bar, ma alla richiesta della refurtiva i due hanno reagito violentemente, causando danni anche al locale stesso. Per i residenti, sentiti da La Nazione Firenze, è stata la prima volta in quella zona specifica del quartiere: la dipendente è infatti dovuta tornare a casa sotto choc. Dai furti, tuttavia, non si salva neppure la gioielleria dei Gigli, per rapinare la quale è stata usata un’auto onde sfondare la vetrina della Stroili; poco prima e poco distante, la stessa banda si era calata dal tetto eludendo i nebbiogeni per mettere a segno un identico colpo alla Sarni Follie d’Oro in centro a Calenzano, secondo la ricostruzione delle stesse due testate. Nel frattempo, la Grande Distribuzione Organizzata nel suo complesso non se la passa bene neanche sul fronte economico: secondo dati del Centro Consumatori Italia, ripresi dall’Economia del Corriere Fiorentino, dal 2021 a oggi il caro spesa è aumentato di circa il 25%, una cifra «ben superiore all’inflazione ma ai produttori arriva poco e anzi spesso devono pagare per piazzare la loro merce sugli scaffali», e soprattutto non compensata da una uguale tendenza dei salari. Indaga al riguardo addirittura l’Antitrust, sullo sfondo di numeri come il +66% del prezzo della pasta (da 1.34 a 2.28€) e il +61% del pane (da 2.97 a 4.47) e del rincaro di latte (da 1.29 a 1.90), olio extravergine di oliva (addirittura da 5.2 a 12), carote (da 1.27 a 2.05), patate (da 1.19 a 1.95), pollo (da 4.22 a 7.57) e pomodori (da 2.30 a 3.41). Le altre imprese continuano a dover far fronte allo spettro del ricambio generazionale, con un 37% di titolari over 60 e un 10% persino di over 70. Alcuni degli innumerevoli giovani costretti a un presente e un futuro di precariato hanno però deciso di manifestare il loro dissenso, scegliendo come teatro gli Uffizi per la «lezione solidale» di Tomaso Montanari, coperta da La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
