Fermati nella notte i “criminali” di Ribella Firenze. In città fa più paura un cartello di un coltello

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Una zingarata notturna per protestare, con ironia, contro l’albericidio funariano. E un delatore chiama le forze dell’ordine. Identificati i pericolosi attivisti di Ribella Firenze, mentre i criminali veri continuano a spadroneggiare in città

 

Quando ho appreso che a Campo di Marte, dopo una notte di zingarata pensata per scuotere le coscienze dei residenti sull’impatto devastante dell’albericidio messo in atto dal Comune per far passare il treno-tram novecentesco anche al posto degli alberi di viale dei Mille, Mamiani, Volta e dintorni, gli attivisti di Ribella Firenze – un manipolo di pericolosissimi criminali – sono stati raggiunti dalle forze dell’ordine e identificati mentre, armati di scotch e cartelli, adornavano gli alberi di quei viali, ho fatto fatica a crederci.

Per carità, le forze dell’ordine fanno il loro dovere. Ma ciò che colpisce è il paradosso tutto fiorentino: in una città che, ricordiamolo, è la seconda in Italia per criminalità, si assiste a una solerzia mai vista contro uno sparuto gruppo di cittadini ironici, rei di protestare con goliardia. L’allarme è scattato nella notte, quando questi loschi figuri, ratti ratti e armati di scotch e cartelli, agivano nel buio spaventando un solerte cittadino. Costui, scrutandoli dalla finestra, ha prontamente composto il numero dell’emergenza, mentre magari finge di non vedere le quotidiane violenze, le spaccate, le rapine e le risse che avvengono regolarmente sotto casa.

Ma di cosa si è spaventato il delatore? Di una serie di cartelli con scritte come: “Questa tramvia tutti gli alberi si porta via”, “Ciaone!”, “Ci avete rotto le foglie”, “Madonna che silenzio c’è stasera”, “Pensati albero”, “Attenti al karma”, “Addio boccaloni”, “Troppe seghe”, “Vaia, vaia, vaia”, “Se mi tagli ti sbagli”, “Vu siete ganzi ummonte”, etc… Perché non si spaventa, invece, quando si ritrova gli spacciatori sotto casa che si sfidano a colpi di coltelli o a suon di risse?

Si è trattato di una protesta del tutto nelle regole, puramente goliardica, per spiegare ai residenti delle Cure, di Campo di Marte, Coverciano e Rovezzano cosa succederà sotto casa loro, affinché nessuno poi – come spesso accade – possa dire di non sapere.

Lo racconta Francesca Marrazza, capo della “pericolosa gang criminale”, leader di Ribella Firenze ed ex candidata sindaca, che ha rivendicato l’azione definendola una zingarata tra il serio e il faceto, pensata esclusivamente per informare. Ormai è chiaro: nella Firenze anno domini 2026, nell’era di Funarolandia e dell’albericidio, fa più paura il dissenso della violenza e spaventa più un cartello che un coltello.