Finti incidenti che sembrano veri: un fenomeno in crescita. Epicentro a Barberino-Tavarnelle?

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A chi non è capitato di subire un tentativo di truffa? Una delle più comuni è quella dello specchietto: il truffatore simula una botta allo specchietto, di solito colpendo l’auto del malcapitato con una bottiglia, e poi chiedendo soldi, in contanti naturalmente. Di solito, se il malintenzionato non ottiene velocemente il denaro (la richiesta si aggire sulle centinaia di euro in contanti), scappa. Ovviamente, anche al primo sospetto, è opportuno chiedere la compilazione di tutti i documenti o contattare le Forze dell’Ordine, senza mai dare contante. Un fenomeno in aumento, anche e soprattutto a Firenze, come testimoniano vari recenti resoconti.

Fin qui, però, tutto si riduce a deliquenza comune. Senza contare le truffe o i tentativi di truffa via web (finte assicurazioni che chiedono invio di denaro a un Iban), anch’essi purtroppo in continua crescita, quello dei finti incidenti è un “mercato” in crescita ed esistono vere e proprie reti di truffatori, anime sperdute che fanno business d’oro sulle spalle dei gruppi assicurativi, coinvolgendo nella loro rete truffaldina ignari e onesti cittadini.

È quanto segnalato a La Firenze che vorrei. Esiste, secondo la nostra fonte, una rete di persone, che si avvale di appoggi e coperture a più livelli, anche da parte di professionisti compiacenti (indispensabili per “certificare” la truffa), che costruisce finti incidenti che sembrano veri, truffando i gruppi assicurativi. Finti incidenti, vere prede (che si trovano avviluppate nella rete, senza potersi nemmeno rivolgere a organi terzi autonomi e non coinvolti), testimonianze costruite ad hoc per incastrarli, oppure anche danni gonfiati; il tutto con medici, avvocati, assicuratori, carrozzeri e accertatori coinvolti. Questa rete sarebbe operativa principalmente nel territorio del Chianti fiorentino, con epicentro e “testa” in quel di Barberino-Tavarnelle.

Appurata la fondatezza di questa segnalazione, La Firenze che vorrei ha provveduto, intanto, a trasmettere il tutto all’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), continuando a monitorare la situazione. Del caso, inoltre, è stato informato uno dei più importanti gruppi assicurativi italiani.