Finti incidenti che sembrano veri: un fenomeno in crescita. Epicentro a Barberino-Tavarnelle?

clark-van-der-beken-CSkriQWeTVs-unsplash

Condividi sui social

Esiste in provincia di Firenze una rete di malviventi dedita al business illegale dei finti incidenti. L’inchiesta di La Firenze che vorrei e gli ultimi sviluppi.

 

A chi non è capitato di subire un tentativo di truffa? Una delle più comuni è quella dello specchietto: il truffatore simula una botta allo specchietto, di solito colpendo l’auto del malcapitato con una bottiglia; poi passa a chiedere soldi, in contanti naturalmente. Di solito, se il malintenzionato non ottiene velocemente il denaro (la richiesta si aggira sulle centinaia di euro in contanti), scappa. Ovviamente, anche al primo sospetto, è opportuno chiedere la compilazione di tutti i documenti o contattare le Forze dell’Ordine, senza mai dare denaro in contanti. Un fenomeno in aumento, anche e soprattutto a Firenze, come testimoniano vari recenti resoconti.

Fin qui, però, tutto si riduce alla delinquenza comune. Senza contare le truffe o i tentativi di truffa via web (finte assicurazioni che chiedono invio di denaro a un Iban), anch’essi purtroppo in continua crescita, quello dei finti incidenti è un “mercato” in crescita ed esistono vere e proprie reti di truffatori, anime sperdute che fanno business d’oro sulle spalle dei gruppi assicurativi, coinvolgendo nella loro rete truffaldina ignari e onesti cittadini.

È quanto segnalato a La Firenze che vorrei. Esiste, secondo la nostra fonte, una rete di persone, che si avvale di appoggi e coperture a più livelli, anche da parte di professionisti compiacenti (indispensabili per “certificare” la truffa), volta a costruire ad arte finti incidenti che sembrano veri, truffando di conseguenza i gruppi assicurativi. Finti incidenti, vere prede (che si trovano avviluppate nella rete, senza potersi nemmeno rivolgere a organi terzi autonomi e non coinvolti), testimonianze costruite ad hoc per incastrarli, oppure anche danni gonfiati; il tutto con medici, avvocati, assicuratori, carrozzieri e accertatori coinvolti. Questa rete sarebbe operativa principalmente nel territorio del Chianti fiorentino, con epicentro e “testa” in quel di Barberino-Tavarnelle.

Appurata la fondatezza di questa segnalazione, La Firenze che vorrei ha provveduto, intanto, a trasmettere il tutto all’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), continuando a monitorare la situazione. Del caso, inoltre, è stato informato uno dei più importanti gruppi assicurativi italiani. A seguito di nuove segnalazioni e di opportune verifiche, La Firenze che vorrei ha dato conto del caso di furto in un’abitazione, sempre a Barberino-Tavarnelle, dalla quale sono stati sottratti quadri e oggetti di valore per 50 mila euro. A quanto risulta l’autore avrebbe dei legami con il gruppo dedito al business dei finti incidenti. La nostra testata ha provveduto a informare formalmente anche Carabinieri e Guardia di Finanza.

Aggiornato il 13 marzo 2026 ore 9.15