Firenze si tinge di tempesta e passione in queste settimane grazie alla proiezione speciale di Cime tempestose, l’ultima e attesissima trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Emily Brontë, che resta sul grande schermo dell’Giunti Odeon – Libreria e Cinema fino al 4 marzo 2026. Un appuntamento che unisce gli amanti della letteratura e del cinema, una di quelle rare proiezioni che trasformano una sala cinematografica in un’arena emotiva dove passato e presente si fondono in un unico, intenso respiro narrativo.
Questo adattamento, diretto da Emerald Fennell, talento britannico già premiato con Oscar e Bafta, porta sugli schermi quello che è considerato uno dei pilastri della narrativa romantica e gotica inglese. Con un cast che vede Margot Robbie nel ruolo di Catherine Earnshaw e Jacob Elordi in quello di Heathcliff, Cime tempestose offre una rilettura audace, moderna e visceralmente intensa del testo classico senza rinunciare alla sua anima tormentata. (Cinema Odeon)
La proiezione fiorentina si colloca in un periodo cinematografico di grande fermento: Cime tempestose è infatti una delle uscite più discusse e attese dell’inverno 2026, affrontando il dialogo tra fedeltà al romanzo e libertà interpretativa che sta dividendo critica e pubblico.
Dal romanzo alle brughiere cinematografiche: una storia sospesa tra amore e destino
Quando Emily Brontë pubblicò Wuthering Heights nel 1847, lo fece sotto lo pseudonimo Ellis Bell, in un’Inghilterra vittoriana dove poche donne riuscivano a farsi strada nel panorama letterario. Unico romanzo della Brontë, l’opera fu accolta con reazioni contrastanti: osannata per l’originalità e la potenza emotiva, criticata in vita per la sua feroce intensità e per i personaggi che rifiutavano le consuete categorie morali di eroe e vittima. La sua forza, oggi riconosciuta universalmente, deriva proprio dall’aver spezzato le formule romantiche tradizionali e aver dato voce a un amore tanto profondo quanto distruttivo tra Catherine Earnshaw e Heathcliff.
Nel romanzo, ambientato nelle selvagge brughiere dello Yorkshire, Heathcliff è un trovatello allevato dalla famiglia Earnshaw, che cresce accanto a Catherine come fratello e compagno di avventure. Ma è proprio la profondità di questo legame a trasformarsi in una forza incontrollabile: quando Catherine sceglie di sposare un uomo più agiato per convenienza sociale, Heathcliff si allontana, solo per tornare più tardi deciso a reclamare il loro destino. È l’ossessione, e non la reciprocità romantica, a guidare la loro storia.
Nel corso dei decenni, Cime tempestose ha ispirato numerose trasposizioni: da versioni cinematografiche classiche come La voce nella tempesta del 1939 alla produzione televisiva italiana degli anni ’50, passando per adattamenti teatrali e film in lingua inglese. Ogni epoca ha cercato di reinterpretare il nucleo emotivo del romanzo, mettendo in luce aspetti sempre nuovi delle dinamiche di potere, desiderio e distruzione.
L’evento al cinema: ritmo, passione e visioni
Al Giunti Odeon di Firenze, Cime tempestose viene proiettato in versione originale con sottotitoli italiani e in doppiaggio, offrendo allo spettatore la possibilità di scegliere come immergersi nella pellicola. La regia di Fennell, nota per il suo stile visivamente audace e narrativamente audace, non si limita a trasferire fedelmente la trama sullo schermo, ma reinterpreta la vicenda in chiave contemporanea, con un ritmo cinematografico che alterna tenerezza e brutalità, momenti di sospensione lirica e improvvise esplosioni emotive.
La sfida del film sta nel bilanciare il rispetto per il materiale originario e la necessità di parlare al pubblico di oggi: la colonna sonora, la fotografia e la costruzione dei personaggi riflettono una visione che guarda oltre l’800 inglese, pur mantenendo intatta l’essenza del tormento brontëano. Non è un semplice adattamento in costume, ma un’esperienza sensoriale, pensata per scuotere lo spettatore e farlo riflettere sulla natura dell’amore, della vendetta e della propria identità.
Vederlo a Firenze
Sedersi in sala all’Giunti Odeon – Libreria e Cinema per assistere a questo film significa non solo vedere una storia d’amore epica, ma anche confrontarsi con uno dei motivi letterari più influenti della modernità: quello della passione che sfida l’ordine costituito e si insinua nelle pieghe più profonde dell’animo umano.
C’è tempo fino al 4 marzo per lasciarsi catturare da questo vortice emotivo e dalla potenza di due performance attoriali capaci di rendere immortale un classico senza tempo. (Cinema Odeon)
