Il ponte “paziente di 60 anni”: verifiche decisive a giugno, mentre l’opposizione grida al rischio di ritardi epici e di fondi PNRR in bilico
Il progetto della linea tramviaria 3.2.1, che collegherà piazza della Libertà a Bagno a Ripoli attraversando l’Arno sul Ponte Giovanni da Verrazzano si trova al centro di una serie di quesiti sulla sua sicurezza strutturale. Costruito nel 1970, il ponte – un’infrastruttura di circa 56 anni – è sottoposto a verifiche per garantire che possa sostenere il peso dei binari e dei convogli tranviari. Mentre i cantieri procedono lungo il tracciato, emergono dubbi sul calendario delle indagini, con risultati attesi solo a giugno, a ridosso dell’avvio dei lavori principali sul viadotto.
La linea 3.2.1 fa parte dell’espansione del sistema tranviario fiorentino, con un investimento di 448 milioni di euro, in parte finanziati dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che impongono una scadenza per il completamento entro il 2026. Il tracciato, lungo circa 7 chilometri, prevede 15 fermate e dovrebbe trasportare oltre 11 milioni di passeggeri all’anno.
Un elemento chiave è il nuovo ponte carrabile sull’Arno, inaugurato strutturalmente il 27 febbraio 2026 con un’operazione di varo dell’impalcato metallico di 140 metri. Questa infrastruttura, lunga circa 180 metri e destinata al traffico veicolare, collegherà lungarno Colombo a via Villamagna, permettendo di deviare il flusso di auto dal Verrazzano durante i cantieri. L’apertura al transito è prevista tra maggio e giugno 2026, sebbene ritardi dovuti a piene del fiume abbiano già dilatato i tempi.
Dopo l’apertura del nuovo ponte, sul Verrazzano dovrebbero iniziare sia i lavori di rinforzo strutturale sia quelli per la tramvia, come lo spostamento dei sottoservizi e la posa dei binari. Il cronoprogramma iniziale prevedeva un avvio in aprile 2026 e una durata di circa 7 mesi, ma l’amministrazione comunale sembra optare per una partenza posticipata.
L’ingegnere Giacomo Salvatore Morano, incaricato dal Comune di Firenze per il collaudo statico del Ponte da Verrazzano, ha descritto l’infrastruttura come un “paziente di 60 anni”. Le indagini, necessarie per definire il progetto esecutivo di consolidamento e adeguamento, includono rilievi che potrebbero comportare riduzioni di carreggiata. I risultati arriveranno a giugno.
Le opposizioni in Consiglio comunale hanno sollevato allarmi sul rischio di ritardi epici, sottolineando l’assenza del progetto esecutivo per il consolidamento a pochi mesi dall’inizio dei cantieri. In pratica, si naviga a vista mentre il tempo stringe, con la scadenza dei fondi PNRR entro quest’anno. Le critiche puntano anche alla sequenza delle operazioni: perché verificare la stabilità del ponte solo ora, dopo aver progettato la linea tranviaria sopra di esso?
Da Palazzo Vecchio replicano che le indagini sono propedeutiche e necessarie, e che il nuovo ponte mitigherà i disagi. Tuttavia, se le verifiche indicassero interventi “pesanti”, i ritardi potrebbero diventare significativi, aggravando i disagi già vissuti dai residenti di Gavinana, dove i cantieri procedono con ampliamenti in viale Gramsci e Matteotti. I cittadini di Gavinana e Bellariva affrontano già da mesi deviazioni e cantieri, con ulteriori fasi previste su lungarno Colombo e viale Europa.
Foto: Copyright Fotocronache Germogli
