La nuova mappa Istat evidenzia aree di criticità in Novoli, Isolotto, Peretola e Galluzzo. Esperti richiamano l’attenzione sulle cause strutturali e sulle responsabilità della pubblica amministrazione
Come riportato dai recenti dati ISTAT, a Firenze emergono otto aree urbane segnate da elevato disagio socio-economico. La nuova mappa, frutto di una sperimentazione che ha coinvolto 25 Comuni italiani, individua le zone più fragili della città attraverso un indice di “disagio socio-economico” (Idise), calcolato sintetizzando nove indicatori tra cui lavoro precario, basso livello di istruzione, dispersione scolastica e incidenza di anziani soli senza case di proprietà.
Le aree più critiche rilevate da questa ricerca si trovano a Novoli, Galluzzo, Peretola e Isolotto. In particolare, Novoli registra valori di Idise tra i più alti: tra via Torre degli Agli, via Valdera e via Lippi e Macia, il 34% dei residenti non studia né lavora e oltre la metà ha un basso livello di istruzione. Analogamente, al Galluzzo, nella porzione di via Camillo Barni compresa tra via Massapagani e via Santi di Tito, il 44% degli over 70 vive solo e senza casa di proprietà. Altre aree critiche includono l’Isolotto, Brozzi-Quaracchi-Peretola e Firenze Nova, dove si registrano problematiche diffuse tra occupazione, scolarizzazione e integrazione.
Commentando i dati, l’architetto Alberto Di Cintio, membro dell’associazione Novoli Bene Comune e presidente della Fondazione Italiana Bioarchitettura, sottolinea come lo studio confermi ciò che gli abitanti di Novoli già denunciano da anni: “Il rione, in alcune zone, è segnato da elevato disagio economico e sociale, con povertà, solitudine, precarietà lavorativa e basso grado di istruzione. Sulle otto aree individuate dal Comune ben tre ricadono nel Quartiere 5, e due proprio a Novoli, nell’areale di Viale Guidoni. Le cause sono note: una cattiva genesi urbanistica, segnata dalla speculazione edilizia, ha prodotto squilibri sociali e ambientali inaccettabili”.
Di Cintio solleva un monito chiaro alle istituzioni: “La Sindaca, l’Amministrazione Comunale, il Consiglio Comunale dovrebbero intervenire prioritariamente e urgentemente nelle aree più in difficoltà. Volontariato e terzo settore, per quanto preziosi, non possono sostituirsi a chi ha strumenti, poteri e obblighi per affrontare queste criticità. Quando un malato è grave, come lo è il rione di Novoli, non bastano cure affettuose, servono specialisti e primari competenti”.
L’obiettivo della mappa ISTAT, spiega il ricercatore Giancarlo Carbonetti, è proprio quello di fornire agli amministratori strumenti concreti per programmare interventi mirati. I dati sono chiari e allarmanti: Firenze non è immune da disuguaglianze urbane. E a Novoli, Galluzzo e nelle altre aree segnalate, l’allarme non è più solo percezione degli abitanti, ma evidenza statistica documentata.

