Tra limitazioni, chiusure e cantieri infiniti, il servizio pubblico locale non riesce più a garantire frequenza e sicurezza
Firenze è ormai diventata una città dove muoversi è un’odissea: a lanciare l’allarme sono le rappresentanze sindacali aziendali del trasporto pubblico locale, FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL, che in un comunicato indirizzato al Comune e agli organi di stampa fotografano una situazione ormai insostenibile, a partire dal Ponte all’Indiano, percorribile dall’agosto 2025 solo da mezzi inferiori ai 35 quintali e, con l’ordinanza di dicembre 2025, accessibile ai soli autobus del TPL con l’obbligo di mantenere una distanza minima di 200 metri tra una vettura e l’altra, prescrizione che si aggiunge, denunciano i sindacati, a controlli spesso disattesi dai mezzi pesanti privati.
Il quadro si complica ulteriormente con il Ponte Amerigo Vespucci, interessato da lavori di consolidamento iniziati nel 2018 e ancora oggi limitato al transito di alcune linee, utilizzabile dal trasporto pubblico solo “il minimo indispensabile” e impraticabile in caso di deviazioni o necessità di recupero dei ritardi, mentre dal 20 dicembre è scattata anche la chiusura al transito del TPL del Ponte da Verrazzano, decisione che ha imposto deviazioni, allungamenti dei percorsi e tempi di percorrenza giudicati non più realizzabili.
Uno scenario che rischia di peggiorare ulteriormente nel corso del 2026, quando è già annunciata la chiusura del Ponte al Pino, in un contesto aggravato da una cantierizzazione diffusa che genera lunghe code senza che, secondo le sigle sindacali, siano stati adottati provvedimenti efficaci per migliorare una frequenza del servizio ormai definita “utopica”; a pesare è anche il mancato adeguamento dei tempi di percorrenza alle modifiche dei tracciati, una criticità che, come ribadito più volte, rappresenta una delle principali cause di aggressioni verbali e fisiche ai danni del personale viaggiante, esposto quotidianamente al malcontento dell’utenza; così il nuovo anno si apre, denunciano i rappresentanti dei lavoratori del settore urbano fiorentino, non solo con gli stessi problemi di quello appena concluso ma con la prospettiva di ulteriori cantieri e restrizioni, il tutto “nell’indifferenza generale”, mentre la mobilità cittadina resta ostaggio di infrastrutture fragili e decisioni tampone che, secondo i sindacati, rischiano di compromettere definitivamente l’efficienza del trasporto pubblico e la sicurezza di chi vi lavora e di chi lo utilizza ogni giorno.
Foto: Ponte al Pino, Copyright Fotocronache Germogli

