“La legislazione approvata dalla Knesset israeliana prevede la pena di morte come sanzione principale, consente la sua irrogazione da parte dei tribunali militari senza unanimità né richiesta del pubblico ministero e dispone l’esecuzione entro 90 giorni, senza un’effettiva possibilità di grazia o commutazione della pena. Tale impianto evidenzia l’estrema gravità della misura e il suo discostarsi della garanzie minime previste a livello internazionale”.
Eloquente la situazione che si palesa nell’appello proveniente dall’Ordine degli Avvocati palestinesi, accolto e diffuso dall’Ordine degli Avvocati di Firenze. Una missiva che richiama
l’attenzione della comunità giuridica internazionale sulla gravissima situazione umanitaria e sulla compromissione dei diritti fondamentali nei territori palestinesi, sollecitando una presa di posizione
chiara da parte degli operatori del diritto a tutela dello Stato di diritto e dei principi del diritto internazionale.
L’Ordine degli Avvocati di Firenze ha espresso profonda preoccupazione per le condizioni denunciate e ha ribadito la centralità del ruolo dell’avvocatura nella difesa dei diritti umani, delle
garanzie processuali e della dignità della persona.
“Il rispetto dei diritti fondamentali e delle garanzie dello Stato di diritto non può essere sospeso neppure nei contesti di conflitto – ha dichiarato Sergio Paparo, Presidente del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Firenze – è compito dell’avvocatura richiamare con forza questi principi universali. Invitiamo la comunità forense, le istituzioni e l’opinione pubblica a non rimanere indifferenti e a sostenere ogni iniziativa volta alla tutela dei diritti fondamentali, al rispetto del diritto internazionale umanitario e alla protezione dei civili coinvolti nei conflitti”.
Il COA di Firenze si è reso disponibile a promuovere momenti di riflessione, approfondimento e sensibilizzazione sul tema, anche in collaborazione con organismi nazionali e internazionali
dell’avvocatura.
