L’azienda AVR difende i pessimi rabberci con toppe in bitume come «la soluzione più rapida», mentre Italia Nostra evidenzia il rischio di progressiva sparizione della città storica, pietra dopo pietra
Italia Nostra entra nel dibattito sugli orribili rattoppi che stanno apparendo un po’ ovunque nel centro storico, con un comunicato in cui la sezione fiorentina sottolinea come i cantieri in aree storiche continuino a sollevare non pochi dubbi sulla gestione del patrimonio monumentale. La onlus fa riferimento ad un articolo del Corriere Fiorentino che riportava le spiegazioni del Comune e dell’azienda AVR, secondo cui le toppe in bitume rappresentano «la soluzione più rapida», poiché per riposizionare una pietra, oltre alla posa, è necessario chiudere una strada per 21 giorni, «in modo da dare tempo al calcestruzzo di ritirare», e i ritardi e i ritardi di manutenzione sarebbero legati anche ai costi e alla grande estensione dei pavimenti in pietra.
Va ricordato il rinnovo, nel maggio 2025, del contratto all’azienda AVR da parte di Palazzo Vecchio, che ha stanziato ben 47 milioni di euro per tre anni per avere «strade e marciapiedi in condizioni migliori e più sicuri».
Italia Nostra osserva tuttavia che «è legittimo porre una domanda al Comune e all’Ufficio UNESCO, che in questi giorni stanno aggiornando il loro programma di gestione: dobbiamo aspettarci una progressiva sparizione della città storica, a mano a mano che si renderanno necessari lavori di manutenzione o di rifacimento, o di cantierizzazione per opere varie, o è lecito attenderci l’adozione di un criterio che sia consono al valore monumentale del centro storico di Firenze?»
La priorità delle istituzioni è davvero la tutela del patrimonio e della memoria architettonica, o l’urgenza di interventi rapidi e low cost finirà per trasformare il cuore storico della città in un mosaico di rattoppi e bitume, lasciando cittadini e visitatori a fare i conti con un centro storico sempre più fragile e degradato?
