Neanche a farlo apposta, pochi giorni dopo il nostro ricordare, su queste colonne, i doppi standard relativamente al trattamento dei casi Solomon e Gergiev, va in scena un altro capitolo della saga, che stavolta ha del tragicomico in quanto la comunità ucraina si è vantata, nella “nota d’avvertenza” alle istituzioni cittadine, di battersi «da tempo…per evitare l’arrivo di personaggi russi in Italia». Se già queste parole non la dicessero tutta sul tenore dei personaggi, che più di qualche “allarme antifascista” dovrebbero far suonare ai soliti noti, il carico da 11 è rappresentato dal fatto che la ballerina di cui è stata vietata (non «momentaneamente sospesa», perché sono state fornite tutte le coordinate per i rimborsi) l’esibizione al Maggio Musicale è nata e vissuta a Lutsk, nell’Ucraina occidentale. La motivazione dell’opposizione alla sua venuta a Firenze, anch’essa spiegata nei lunghi articoli di La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, è laconica: «È filo-Putin». Si aspettano dunque prese di posizione a difesa di Svetlana Zakharova, questo il suo nome, da parte di quelli che insorsero allo stesso modo all’arrivo di Manor Solomon contro chi ne ha fatto notare lo schieramento «filo-Netanyahu»: forse che allo stadio non si va per fare politica e comizi ma a teatro sì? Ai posteri, anzi, al buonsenso la neanche tanto ardua sentenza. Poche righe sono state infatti dedicate, dagli stessi rotocalchi con l’eccezione del Tirreno Firenze, che non ne ha fatto menzione, alla presentazione del disegno di legge per il riconoscimento regionale dello Stato di Palestina, che purtuttavia ha scatenato le ovvie ire dell’onnipresente Associazione Italia-Israele. Ancora inascoltate, invece, quelle dei comitati riguardo al nuovo piano dehors del Comune, coi residenti «irritati» per le «richieste di modifica cadute nel vuoto» e l’ostracismo delle associazioni di categoria, con «critiche (anche politiche) all’approccio dell’amministrazione comunale»: così si apre l’articolo in tema del Corriere Fiorentino, che annuncia la discussione nella torre d’avorio del Consiglio comunale per il 19 gennaio. La linea dei comitati è chiara: «Bisogna ridurre le pedane, non mantenerle». Qualcuno, forse oltremodo esasperato dalla situazione, ha cercato di risolvere la questione in maniera “non propriamente ortodossa” dando fuoco a sei dehors nel raggio di 300 metri in zona Santa Croce, generando anche il rischio che le fiamme si propagassero fino agli appartamenti in prossimità: secondo le quattro testate, è stato identificato un sospettato che si aggirava nei pressi dell’area poco dopo il verificarsi del fatto. Sarà più difficile incendiare i cubi e «cubotti» che spuntano un po’ ovunque sui tetti della città: nella loro regina madre, il cubo nero dell’ex Teatro Comunale, è stata aperta la settima attività di Ditta Artigianale, informano Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, e il primo di questi riporta altresì il tentativo dell’assessore Biti di mettere a tacere il dibattito sul mostriciattolo in cima alla vecchia sede del Castelnuovo, promettendo «controlli a fine lavori». Sullo stadio invece dà battaglia la Lista Schmidt, per bocca del consigliere Sabatini, denunciando una «superfetazione del progetto di Nervi» e ricordando quanto tempo ci è voluto per rimuovere quelle di Italia ’90 allo scopo di sbugiardare la propaganda sul «fine lavori entro il 2029». Lapidaria la replica del PD, trinceratosi dietro «l’ok della Soprintendenza». Nel frattempo, la Faentina continua a restare chiusa, generando code in tutte le Cure aggravate dalla chiusura di Ponte al Pino, obbligando tutti a passare da una via Bolognese «già provata dal cantiere per rifare il cavalcavia» (La Nazione Firenze insieme a Corriere Fiorentino e La Repubblica Firenze). È chiusa anche via del Porcellana, ormai da un anno, per un «cantiere fantasma» (La Nazione Firenze) e il disastrosamente incompetente assessore Giorgio a fingere rabbia, solo dopo che i residenti hanno iniziato a protestare, per il «cronoprogramma non rispettato», assumendo pose e toni da giustiziere nei confronti della ditta. Sulle colline lo stato di cose, complice anche il freddo, è addirittura peggiore: sempre La Nazione Firenze riporta di una San Donato in Collina «al gelo e senza luce da due giorni» per un ramo che, caduto, ha fatto saltare la corrente e la neve che ha fatto finire in panne il furgone col generatore, senza che neppure i vigili del fuoco fossero riusciti, almeno in un primo momento, a tirarlo fuori. A contorno di ciò, un anziano 98enne si è infortunato al ginocchio scivolando sul pavimento quasi ghiacciato; gli abitanti sono stati costretti a dormire con 8 gradi in casa, pochi più che a Sollicciano. Ancora inagibile il Calamandrei, «tanti infortunati a Torregalli». Altre statistiche arrivano invece dal fronte della casa, sempre da Immobiliare.it e riprese dal Corriere Fiorentino, che raccontano di prezzi saliti del 7.8% nello scorso anno, dei quadrilocali in viale Europa rincarati mediamente da 850 a 1.500€ in 5 anni e Coverciano che si colloca tra le zone più care, nella quale si possono pagare fino a 330.000€ per 52 m². Su questo sfondo, la Consulta ha bocciato la selezione del criterio di anzianità per l’assegnazione degli alloggi popolari, citando il diritto all’abitazione come «un diritto sociale fondamentale» che però viene sistematicamente violato anche perché non garantito a livello istituzionale in partenza. Sulle pagine del Corriere leggiamo, oltre a ciò, i risultati di uno studio IRPET sull’occupazione, calata nel 2025 a fronte di un rotondo +100% delle richieste di cassa integrazione straordinaria: Firenze, nella fattispecie, registra un -4.9% di assunzioni, in una Toscana in cui crescono solo, emblematicamente, turismo (+2.6% e neanche senza «zone d’ombra»: anche qui, 7.000 assunti in meno rispetto a tre anni fa) e farmaceutica (+3.3%). Stillicidio in tutti gli altri settori: rispetto agli ultimi tre mesi del 2024, il Made in Italy va giù a -1.5%, la moda a -1%, la pelletteria a -4.7%, il calzaturiero a -3.8%, il tessile a -2.4% e la concia a -1.3%. Non va meglio neanche il terziario: -11.4% di manodopera nell’agricoltura, -14% nel commercio, -3.5% in alberghi e ristoranti. Cifre da campanello d’allarme, ma in Regione l’attenzione perlomeno di una parte dell’opposizione è tutta rivolta…al CPA di via Villamagna, “reo”, secondo il consigliere Cellai (FdI) citato su La Nazione Firenze, di organizzare corsi d’autodifesa legale in caso di fermi e arresti. Molto meglio non conoscere i propri diritti: qualcuno potrebbe imparare non solo a dirlo, ma a far concretamente valere il proprio «Basta!». (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
