La Gigantessa dorata e i ‘cortocircuiti’ di Piazza della Signoria

statua price
Una gigantessa in bronzo dorato e splendente si erge dal 14 marzo scorso sul lato ponente di Piazza della Signoria dove resterà fino al 14 settembre. Il titolo dell’opera, forse un po’ criptico, è Time unfolding- il tempo che scorre.

La scultura di dimensioni monumentali di quasi 4 metri (m. 3,60 per l’esattezza) rappresenta una ragazza, comune nell’abbigliamento – jeans e maglietta- come nella posa, quella di controllare con lo sguardo abbassato l’immancabile cellulare. Essendo senza basamento, la ragazza poggia i piedi calzati da comuni sandali direttamente sulla pavimentazione della piazza: questo particolare è stato più volte sottolineato negli articoli e comunicati apparsi nei giorni scorsi, come se fosse un elemento originale ed estroso, ma per la verità non lo è. Non è certo la prima scultura contemporanea che viene esposta in luogo pubblico senza basamento e in atteggiamento quotidiano quasi a volersi confondere con l’umanità circostante, si pensi ai numerosi uomini, donne o bambini bronzei  seduti su panchine o a passeggio in tante città e parchi europei o americani.

Del resto, anche l’autore della gigantessa Thomas J Price – artista britannico di una certa notorietà ma non proprio celebre come è stato proclamato su alcuni giornali-  ha già prodotto sculture consimili e di eccezionali dimensioni  per luoghi pubblici a Londra e a Rotterdam, mentre la stessa identica scultura di Piazza della Signoria – ma priva di doratura- è stata esposta nel 2023 a Los Angeles nella Galleria Hauser & Wirth.  Dunque, sebbene commissionata appositamente per Piazza della Signoria a Firenze (dichiarazione di Sergio Risaliti curatore della mostra dedicata a Prince che si svolge in Palazzo Vecchio e nel Museo Novecento) non è esattamente un inedito.

Ma questo poco importa. Importa invece capire meglio se Piazza della Signoria è il posto giusto per la collocazione della gigantessa dorata. Perché se fosse stata posta in altro luogo, per esempio a Novoli vicino all’Università o all’Isolotto o davanti ai palazzoni del nuovo Student Hotel di viale Belfiore, ci sarebbe solo da plaudire ed essere contenti: evviva, non si pensa al solo perimetro dell’antica prima cerchia di mura, quella della concentrazione turistica, evviva un pensiero va anche ai residenti, agli studenti, a chi vive fuori dal pregiato e prestigioso centro UNESCO! Ma non è così, perché la gigantessa dorata pare sia in dialogo o anche in contrasto dialettico proprio con le sculture antiche della Piazza, quelle di Ammannati, Cellini, Bandinelli, Giambologna, con le ormai storicizzate copie del David e della Giuditta, nonché con Palazzo Vecchio ‘simbolo del potere al quale gira le spalle’ (dichiarazione di Price al Corriere fiorentino) ovvero a quel potere che le ha dato la possibilità di esistere in Piazza della Signoria. Il curatore ancor di più e ancor meglio e con accenti trionfali spiega il significato carico di simboli della Gigantessa:

Per la prima volta in 600 anni si erge qui la figura di una giovane donna nera del nostro tempo: immagine della quotidianità che dialoga con figure eroiche e bibliche o del mito. Le sue dimensioni monumentali, la sua postura e gestualità, la patina dorata, il fatto di non essere installata su un piedistallo ma poggiando direttamente sulle pietre della piazza, la collocano tuttavia in una dimensione “altra”, creando un cortocircuito tra il tempo che scorre quello della vita e della società, e l’immobile eternità delle sculture rinascimentali.” Ovvero la sua presenza ha un significato proprio ‘per’ e ‘nel’ luogo scelto per esibirla, ciò sebbene il suo prototipo esistesse già da qualche anno in una galleria americana.

Si tratta così di capire se il “cortocircuito”, il dialogo e la contrapposizione vengono percepiti dai passanti, per lo più turisti, che transitano per la Piazza o si fermano a guardarsi intorno in un luogo di eccezionale bellezza carico di memorie storiche e artistiche. Basta una mezz’ora di osservazione per capire che i sentimenti che suscita la gigantessa dorata vanno dall’indifferenza anche cinica (per lo più di fiorentini e autoctoni) all’identificazione dell’opera con un simpatico oggetto di trastullo giocoso. Infatti, il desiderio istintivo che suscita in tanti, grandi e piccini, è quello di farsi fare una foto- ricordo accanto alla gigantessa nella sua medesima posa con il cellulare in mano. In alcuni momenti si forma anche una piccola fila per affiancarsi alla scultura che è divenuta una componente collaterale del ‘Parco Rinascimento’ dove il turista stanco si accascia per terra con la bottiglia di Coca Cola sotto l’Ercole e Caco del Bandinelli o divora una mega focaccia seduto sotto il Perseo di Cellini, appoggiandosi al rilievo del basamento (fortunatamente una copia) mentre gruppi di giovani in gita scolastica bivaccano sotto l’arengario.

E così Time unfolding non pone quesiti o cortocircuiti intellettuali, ma -nel caso specifico- altro non è che un elemento superfluo e forse inopportuno, posto in un luogo che meriterebbe una smisurata ammirazione e un incondizionato rispetto per quello che già è, senza ulteriori aggiunte.

M.M.S.