Montata a favore di telecamera, definita dalla sindachessa “un momento cruciale per il nuovo stadio”, la mega trave è stata smontata appena un giorno dopo per motivi di sicurezza
Che il set fosse ben allestito era facilmente comprensibile per chi non appartiene alla categoria degli allocchi e dei boccaloni. Evidentemente, però, dalle parti di Palazzo Vecchio sono convinti che i fiorentini siano tutti una manica di ingenui, tanto da mettere in scena la pièce teatrale fino in fondo. C’era tutto: gli abiti di scena, la scenografia, i microfoni accesi, le telecamere puntate, i taccuini dei colleghi pronti e i sorrisi d’ordinanza. Hanno sfilato tra i gradoni del fu stadio più bello d’Italia, oggi ridotto a un Artemio Frankenstein per la cocciutaggine nardelliana di volerlo rendere moderno ed efficiente senza davvero toccarlo.
In passerella: la sindachessa Sara “fumosa” Funaro; l’assessora Letizia Perini, figlia e nipote d’arte costretta per mesi a spiegare in Consiglio comunale il gioco delle tre carte del cronoprogramma; Michele Pierguidi, presidente del Quartiere 2, da sempre non del tutto allineato col partito sul tema Franchi; e il consigliere regionale ed ex assessore allo sport Andrea Vannucci. Tutti elegantemente vestiti con casacca giallo-evidenziatore e caschetto da cantiere, capelli al vento e sorrisi smaglianti davanti allo show della “posa” della prima mega trave.
Una trave che dovrebbe sorreggere i gradoni prefabbricati destinati a coprire l’ex curva, che sembrava però mantenere clamorosamente invariata l’inclinazione di cento anni fa. Risultato: non pochi osservatori hanno previsto che buona parte del pubblico nei settori più alti della curva continuerà a guardare la partita col binocolo.
Lo spettacolo si è svolto nel migliore dei modi. Foto, video, dirette social. Poi giubbini tolti, caschi riposti e via, con il petto gonfio di soddisfazione. Peccato che la farsa sia durata pochissimo. Mentre i social manager ricevevano l’ordine di diffondere ovunque le immagini del “successo”, dentro il cantiere la trave lunga 16 metri e pesante 24 tonnellate veniva già rimossa. “Problemi di allineamento”, hanno spiegato i tecnici. Cose che capitano, assicurano, con opere così imponenti. Nessun ritardo, nessuna preoccupazione. Peccato che i fiorentini, che la trave che non c’era l’hanno vista dal vivo durante il derby contro il Pisa, siano tutt’altro che rassicurati.
Quelle due travi, secondo la sindachessa, dovevano rappresentare la svolta per accelerare i lavori. Invece, la trave non c’è più. E non si sa quando tornerà al suo posto. Certo, la sicurezza degli operai viene prima di tutto. Ci mancherebbe. Ma uno stop “per scrupolo” dopo una messa in scena così studiata fa sorridere amaro.
La farsa del cantiere all’Artemio Frankenstein continua, con buona pace delle scadenze FiGC e Uefa e del sogno Europei 2032. Perché non è nemmeno escluso che, se la taratura non si potrà fare in loco, la trave debba essere rispedita a Pordenone. E allora sì, con buona pace degli allocchi e dei boccaloni – non noi – che avevano creduto, due giorni fa, alla prima teatrale della posa.
Foto: Copyright Fotocronache Germogli
